La fiducia blinda il decreto ma il Pd insorge

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:38

Giornata calda a Montecitorio, dove la discussione conclusa con l'apposizione della fiducia sul decreto Milleproroghe (la prima del governo gialloblu) ha provocato l'insurrezione dell'ala dell'opposizione a guida Pd, con un cospicuo numero di deputati che ha occupato l'Aula della Camera sedendosi sui banchi dopo l'ok al decreto: “Mettere la fiducia è un atto grave e illegittimo – ha commentato l'ex ministro dem Graziano Delrio -. A loro delle istituzioni, del rapporto con il Parlamento e con le opposizioni non importa nulla interessa solo il potere”. Ancora più dura la reazione del deputato Ceccanti: “Il governo dichiara di avere messo la fiducia sul Milleproroghe il 24 luglio, ma esso reca la data del 25 luglio: quindi la fiducia è stata posta su un atto ancora non esistente. Il Pd in queste ore sta occupando l'aula in segno di protesta di fronte a questa indecenza messa in pratica dall'esecutivo”.

La contestazione dei dem

La fiducia posta sul testo approvato dalle Commissioni, come sostenuto dai deputati dem, non terrebbe conto dell'accordo raggiunto ieri con l'Anci sul ripristino dei fondi nel triennio e, per questo, l'ala del Pd aveva chiesto la sospensione dei lavori e un chiarimento sulla situazione relativa ai fondi del bando per le periferie, dal momento che il testo prevede un taglio di 1,1 miliardi. La reazione del Partito democratico è scattata al momento del respingimento della richiesta di sospensione: “Questo governo non rispetta il ruolo e le prerogative del Parlamento – ha commentato la deputata Debora Serracchiani -, minaccia gli organi costituzionali, fa e disfa alla faccia delle competenze: scivoliamo ogni giorno di più verso un pericoloso autoritarismo”.

Fraccaro: “Tutto legittimo”

Ma il Pd, come anche Forza Italia e Fratelli d'Italia, contesta la legittimità dell'atto, vista la fiducia autorizzata il 24 lugio, ossia prima della firma del decreto da parte del Presidente della Repubblica. Una contestazione alla quale ha replicato Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento: “Secondo l'opposizione il Consiglio dei ministri non potrebbe approvare il provvedimento e contestualmente dare mandato per eventualmente porre la fiducia. Questo è un punto che abbiamo verificato con gli uffici di Palazzo Chigi: non solo è legittimo, ma ci sono anche dei precedenti”. E sulla fiducia spiega che “non è mai bello metterla ma in questo caso si tratta di un atto dovuto, perché il provvedimento deve tornare al Senato con la scadenza a ridosso, il 23 settembre”.

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