La Bundesbank promuove il Governo ma avverte “La flessibilità toglie valore alle regole”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:54

La Bundesbank approva le riforme varate dal governo italiano ma chiede che vangano attuate. Lo ha detto Jens Weidmann, presidente della banca centrale tedesca, in un’intervista rilasciata a Repubblica. “Penso che Roma sappia molto bene che cosa deve essere fatto, e giustamente ha preso alcune iniziative – ha spiegato – a fronte dell’alto debito sovrano, naturalmente, il consolidamento del bilancio è di un’importanza speciale”. L’asse Italia-Germania, negli ultimi anni, si è incrinato a causa della politica del rigore imposta dalla Merkel all’Europa. Renzi continua a chiedere un maggiore margine di manovra per gli investimenti ma per Weidmann “l’Italia ha già un altissimo debito pubblico. Un rinvio del consolidamento non farebbe che rinviare i problemi, che in tal modo non farebbero che crescere”.

La ricetta della Bundesbank, dunque, è diversa da quella del Governo. “E’ decisivo varare una politica di consolidamento credibile – ha sottolineato il numero uno della banca centrale teutonica- Se si ritiene necessario avere un maggior margine di manovra per investimenti, tale margine dovrebbe essere conseguito con una revisione delle priorità di bilancio”. Per quanto riguarda la flessibilità richiesta da Renzi e Hollande la linea tedesca è chiara: “se una regola viene interpretata in modo troppo flessibile, alla fine non è più vincolante”.

Sulla decisione della Commissione Ue di ammonire Italia e Francia, ma senza aprire procedure Weidmann ha detto: “mi sarei aspettato decisioni più chiare. E’ sbagliato dare l’impressione che le regole sono sempre negoziabili e il consolidamento sempre rinviabile. Il nostro obiettivo deve essere restituire solidità alla fiducia nelle finanze pubbliche nell’eurozona”. Questa per Weidmann “E’ una responsabilità speciale per la credibilità delle regole concordate insieme e spetta ai Paesi maggiori quali Italia, Francia o Germania. Se uno solo di questi Paesi non sarà all’altezza della propria responsabilità, avremo tutti un problema”. L’ipotesi di un’uscita dall’euro sarebbe invece “il tentativo d’imboccare una pericolosa scorciatoia, che alla fine conduce in un vicolo cieco”.

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