Infarto per Vendola, non è in pericolo di vita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:01

Nichi Vendola, l'ex governatore della Puglia e leader del partito “Sinistra, ecologia e libertà”, è stato ricoverato d'urgenza al Policlinico Gemelli di Roma per un attacco cardiaco.

Il malore

L'ambulanza ha soccorso l'ex esponente di Rifondazione Comunista mentre si trovava alla Camera dei Deputati. Il primo soccorso è stato fornito dall'infermeria del Parlamento. I medici hanno subito capito la gravità del malore e lo hanno trasferito al Gemelli dove è stato operato dal professore Antonio Giuseppe Rebuzzi, direttore di cardiologia intensiva del Policlinico romano. Vendola si trova nel reparto di terapia intensiva ma non è in pericolo di vita. In pochi minuti, Vendola è diventato trend topic su Twitter. Molti gli auguri di pronta guarigione sui social. L'ex governatore della Puglia aveva avuto i primi segnali dell'infarto nella notte tra domenica e lunedì mentre si trovava nella sua abitazione romana. Il malore vero e proprio, però, c'è stato in Parlamento, luogo dove Vendola non siede più dal 2013. L'ex governatore della regione Puglia si trova ricoverato al Gemelli da lunedì scorso, giorno dell'attacco cardiaco. La notizia, però, è stata diffusa solo oggi.

La biografia

Nato a Bari nel 1958, Nichi Vendola ha ricoperto la carica di presidente della regione Puglia dal 2005 al 2015. Due legislature alla guida della coalizione di centrosinistra dopo aver vinto le primarie dell'Unione sconfiggendo il candidato del Partito Democratico, Francesco Boccia. Esponente di punta di Rifondazione Comunista, Vendola fu sconfitto da Paolo Ferrero nel congresso del partito nel 2009. Contrario alla linea politica del nuovo segretario, Vendola lasciò il partito un tempo guidato da Fausto Bertinotti per lanciare il progetto di “Sinistra e Libertà”. Nel 2013, Nichi Vendola si candidò come capolista alla Camera di “Sinistra, ecologia e libertà”. Il partito riuscì a conquistare 37 deputati e 7 senatori. L'uomo politico, però, decise di rimanere alla guida della regione Puglia e rinunciò al seggio parlamentare. 

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