In calo il numero delle società partecipate dallo Stato: meno 10% dal 2013 al 2014

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:30

Nel 2014 le società partecipate dallo Stato erano 9.867 e impiegavano 846.283 addetti. I dati sono dell’Istat che dedica un report al comparto. “Rispetto al 2013, il numero delle unità partecipate si è ridotto del 10% e gli addetti del’11,2%”.

Delle quasi diecimila unità analizzate il 62,5% era a controllo pubblico, ossia “sottoposto al potere di indirizzo decisionale di soggetti pubblici, mentre per le altre l’influenza del settore pubblico può essere significativa ma non è determinante”, spiega l’Istituto di statistica. “Tra le unità a partecipazione pubblica, le imprese attive erano 6.927 e impiegavano 810.405 addetti”. All’interno di questo recinto le aziende a controllo pubblico erano 4.515 e impiegavano 649.644 addetti. Al netto delle attività finanziarie e assicurative, generavano quasi 56 miliardi di valore aggiunto. La dimensione media delle imprese partecipate era pari a 117 addetti, valore che saliva a 307 nel caso delle società per azioni.

Il 32% era costituito con forma giuridica di società per azioni, il 43% era organizzato in società a responsabilità limitata, il 19,7% in consorzi di diritto privato e altre forme di cooperazione tra imprese. Le imprese partecipate svolgono prevalentemente attività di produzione di servizi. I settori di attività economica con il maggior numero di imprese attive sono il comparto delle attività professionali, scientifiche e tecniche e il settore del trasporto e magazzinaggio. Altro settore con un elevato numero di imprese partecipate è quello della fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento di rifiuti e risanamento.

Nel 2014 si contavano, tra l’altro, quasi 2 mila imprese a partecipazione pubblica, precisamente 1.922, con “zero addetti“. Erano, invece, 1.138 le imprese a partecipazione pubblica che non risultavano attive, ovvero senza addetti né fatturato, pur avendo presentato nel 2014 una dichiarazione contabile o fiscale (il bilancio o il modello unico). Si tratta delle cosiddette “scatole vuote” o “società fantasma”. Rispetto al 2013, riporta l’Istat, erano calate del 9,7%.

Le controllate in perdita, poi, erano il 27,6% del totale, quota inferiore rispetto al 35,1% registrato per le imprese senza partecipazione pubblica. Le perdite ammontavano a circa 855 milioni di euro nel 2014, gli utili a oltre 1,9 miliardi, con un saldo complessivo positivo per poco più di 1 miliardo di euro”.

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