“Il potere inebria,
per questo c'è la Costituzione”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:19

La storia insegna che l'esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell'esercizio del potere”. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale gli studenti di alcune scuole secondarie. 

Sistema di equilibri

Per proteggere le istituzioni democratiche la Costituzione prevede un “sistema complesso di pesi e contrappesi“. A questi pericoli, ha sottolineato, ci sono “due antidoti: il primo è personale, una capacità di autodisciplina, di senso del limite, del proprio limite come persona e come ruolo che si esercita, un senso di autocontrollo – e, ragazzi, anche, perché no – di autoironia che è sempre molto utile a tutti”. C'è poi un altro rimedio che “è quello di meccanismi di equilibri che distribuiscono le funzioni e i compiti del potere tra più soggetti, in maniera che nessuno, da solo, ne abbia troppo. La nostra Costituzione conta molto sul primo aspetto, quello dell'autodisciplina e dell'autocontrollo, ma ha messo in campo una serie di meccanismi di articolazione del potere che garantiscono quell'obiettivo. Questo consente anche al capo dello Stato, al presidente della Repubblica, di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema in maniera adeguata, ma il merito è della Costituzione”. 

Garante

Il capo dello Stato, ha ricordato, “rappresenta l'unità nazionale, che non è soltanto quella del territorio ma anche quella della società, quella delle istituzioni, quella della vita in comune“. Ogni Presidente “che si succede in questo ruolo incontra problemi e difficoltà, incontra condizioni diverse. Io penso sempre a quelle maggiori che vi sono state in periodi precedenti”. Mattarella ha citato gli anni 70. “Era il decennio del terrorismo, degli attentati, delle bombe; venivano assassinate moltissime persone, spesso tra le migliori della Repubblica. Quelle erano condizioni tragiche, di difficoltà. Bisogna sempre avere la conoscenza e il ricordo della storia per valutare le condizioni in cui si opera”. Anche la Costituzione ha superato “momenti difficili” ha spiegato. Se ci è riuscita è perché “ha anche alcuni elementi che la difendono”. 

La Costituzione

In seguito il capo dello Stato ha illustrato alcuni elementi caratterizzanti la nostra Carta fondamentale. “E', come si dice, 'rigida', nel senso che non può essere cambiata da una legge normale, occorre una procedura particolarmente impegnativa per cambiarla. Questo le garantisce stabilità e autorevolezza. E' una Costituzione che i nostri Costituenti scrissero con molta capacità dotando le norme che vi sono scritte di una elasticità che riesce a disciplinare situazioni nuove, non prevedibili nel 1948. Il mondo cambia, cambia la vita sociale, cambia la vita economica, cambia costantemente il mondo. Quelle norme furono scritte in maniera tale da avere la capacità di abbracciare e regolare anche condizioni allora non prevedibili. E' una Costituzione che ha creato una condizione di equilibri”. 

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