Il pm Cozzi: “Al momento non ci sono indagati”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:38

Al momento non ci sono indagati. L'attività giudiziaria ha i suoi tempi”. E' quanto ha detto il Procuratore di Genova, Francesco Cozzi, facendo il punto sulle indagini per il crollo del Ponte Morandi. Durante la conferenza stampa, il pm genovese ha affermato che si stanno valutando “tutti i video che vengono acquisiti”, molti filmati tra i quali anche uno della Guardia di Finanza. “Penso che i video che si potranno acquisire potranno essere alquanto utili – ha aggiunto Cozzi – Dal primo momento gli organi investigativi si sono attivati per acquisire video o altre immagini che in qualche modo documentano il crollo del ponte. Abbiamo fatto anche un appello. Non corrisponde al vero l'affermazione che ci saremmo accontentati di una versione singola dei video di Autostrade”. 

La giustizia ha i suoi tempi

Il pm Cozzi, inoltre, ha affermato che è “troppo presto per parlare delle cause. Un incidente probabatorio si farà quando la scena dell'indagine penale sarà abbastanza delimitata, quando le possibili cause saranno più delineate. Certamente va fatto in tempi ragionevoli, ma non dall'oggi al domani – ha sottolineato – Una giustizia che decidesse dall'oggi al domani sarebbe inquietante“. 

Da valutare il ruolo del carroponte

Nel corso della conferenza stampa, inoltre, il Procuratore di Genova ha spiegato che il “ruolo del carroponte (nel crollo del ponte Morandi, ndr), è ancora da valutare“. Il pesante macchinario, contro cui negli ultimi giorni è stato puntato il dito, era stato utilizzato per la manutenzione delle solette sul Ponte Morandi. “Il carroponte non è l'elemento rilevante, può esserlo come qualsiasi elemento che ha portato un aggravio alla struttura – ha precisato Cozzi – Oppure potrebbe essere del tutto irrilevenate. Ma lo valuteranno i consulenti tecnici”. 

Consegnate le prime case agli sfollati

Nel frattempo, sono state consegnate le prime cinque case agli sfollati. Sono state assegnate ad altrettanti nuclei famigliari, per un totale di 21 persone, tra cui bambini piccoli e anziani non autosufficienti. Le chiavi sono state consegnate dal presidente della Regione, Giovanni Toti, e dal sindaco di Genova, Marco Bucci. Le abitazioni si trovano nel quartiere Bolzaneto, in palazzine con appartamenti di solito destinati alle forze dell'ordine e di proprietà della società pubblica Arte. 

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