Il Paese delle buche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:32

L'indice per “misurare” il livello delle manutenzioni stradali è il consumo di bitume. Negli ultimi 12 anni c’è stato un crollo della produzione di bitume a causa di una domanda in costante diminuzione. In 12 anni si è passati dalle quasi 45 milioni di tonnellate a poco più della metà: 28 milioni di tonnellate

Il deficit italiano di sicurezza

L’Italia si era impegnata con l’Ue a ridurre gli incidenti stradali del 50% entro il 2020 e invece nel 2019 sono aumentati del 7%. Ogni giorno in Italia 9 persone muoiono in seguito ad incidenti stradali e altre 665 rimangono ferite. Tra i morti, sale il numero dei pedoni (+3%) e dei ciclomotoristi (+17,4%). Tra le vittime sono sempre di più i giovani: tra i 19 e i 24 anni sono aumentati del 25,4%. Tra il 1 agosto 2018 e il 31 luglio 2019 gli incidenti su strade e autostrade sono stati 73.408, il 2,8% in meno rispetto all'anno precedente (75.541) Nonostante ciò è cresciuto del 6%, arrivando a 1.727, il numero di quanti hanno perso la vita. L'anno prima le persone decedute erano state 1.630. Nel 2008 l'Italia aveva registrato 4.725 morti sulle strade. In termini di tipologia di veicolo, Eurostat ha constatato che nel 2017 in Italia 1.472 sono state vittime di incidenti fatali che hanno coinvolto automobili, 159 veicoli da trasporto, 18 autobus, 254 biciclette, 92 ciclomotori, 735 motociclette, 600 pedoni. Complessivamente, precisa l’Agi, ci sono state 25.431 vittime della strada nell'Ue nel 2017. Cala il numero degli incidenti stradali in Italia ma cresce quello delle vittime.

Il venerdì nero della circolazione

L'incremento maggiore di morti si registra nelle province di Genova, Bari e Brescia. Per indice di mortalità ( i morti in rapporto al numero di incidenti, per cento), in testa al sud Matera, Benevento e Foggia, al nord Vercelli, Aosta e Genova. È il venerdì il giorno nel quale avvengono più incidenti. Quella tra le 18 e le 20 è la fascia oraria più a rischio. Su 100 incidenti, se ne contano 76 nei centri abitati, 18 sulle strade extraurbane, 6 in autostrada Negli incidenti in autostrada nel 31% dei casi è coinvolto un veicolo, tir o un furgone che trasporta merci I percorsi urbani delle autostrade sono  i più pericolosi. In particolare sono a rischio il tratto romano dell’A24, il raccordo di Reggio Calabria e la tangenziale nord di Milano. Sulle strade extraurbane un morto su 3 è un ciclista, un pedone o un motociclista. La Francia è il paese che ha registrato il più alto numero di morti in termini assoluti con 3.444. Rispetto alla popolazione, l'Italia si trova a metà classifica con 55,8 vittime della strada ogni milione di abitanti, di poco sopra la media dell'Ue che è di 49,7 morti ogni milione di abitanti. Gli altri grandi paesi, riferisce l’Agi, sono più sicuri: il Regno Unito ha registrato 28,2 morti sulla strada ogni milione di abitanti, la Germania 38,5 morti, la Spagna 39,3 e la Francia 51,6. In termini relativi, il paese che fa meglio è la Svezia con 25,3 morti ogni milione di abitanti, mentre in fondo alla classifica ci sono Romania (99,3) e Bulgaria (99).

Traffico killer 

Le cause più frequenti degli incidenti sono: la distrazione (indotta sempre più spesso dall’uso di cellulari e apparati elettronici mentre si è alla guida), il mancato rispetto della precedenza, la velocità elevata.  Lo stato delle infrastrutture è sempre più spesso causa o concausa di incidenti. A rendere a rischio una strada sono: la mancanza della segnaletica, l’inadeguatezza di una protezione, una buca. Sono le reti stradali comunali e provinciali quelle lungo le quali la manutenzione è più carente a causa di risorse sempre più ridotte

 

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