Il comandante: “A bordo non avevamo bambini”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:08

Continua lo stallo al porto di Catania con la nave militare Diciotti ancora ormeggiata dopo il divieto di sbarco voluto dal governo. Due giorni fa, però, hanno lasciato l'imbarcazione i 27 minori che erano a bordo. Restano sulla Diciotti 150 migranti, molti dei quali avrebbero contratto la scabbia.

Il silenzio dell'Ue

Il governo non intende fare passi indietro, nonostante la pressione mediatica, in attesa che l'Ue dia un segnale di collaborazione e metta in pratica la ripartizione dei migranti tra i diversi Paesi europei. Sulla questione, nella giornata di ieri, il vicepremier Luigi Di Maio non le aveva mandate a dire a Bruxelles minacciando di interrompere i contributi italiani in assenza di una soluzione comunitaria del caso. Anche Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri, non era stato tenero in un'intervista al 'Sussidiario.net', dichiarando: “Noi chiediamo che alle belle parole seguano fatti e atti concreti, di reale solidarietà” ed aggiungendo “ci saremmo aspettati un'effettiva e più rapida collaborazione degli altri Stati Ue per arrivare, il prima possibile, alla soluzione migliore”.

Le condizioni non sarebbero drammatiche

Intanto continua il viavai di politici dell'opposizione al porto di Catania con l'intento di valutare le condizioni sulla nave. L'elenco comprende finora i nomi di Riccardo Magi, Laura Boldrini, Claudio Fava, Davide Faraone e Michela Giuffrida. Sulla situazione vissuta a bordo, il  quotidiano “La Verità” ha riportato nell'edizione odierna le parole esclusive di Massimo Kothmeir, capitano di fregata al comando della Diciotti, che sembrano smentire le descrizioni allarmanti filtrate nelle ore scorse da alcuni giornali. “A bordo non avevamo bambini – dice il comandante della Guardia Costiera secondo l'articolo del quotidiano di Maurizio Belpietro – Non c'è emergenza sanitaria, la situazione è più che soddisfacente, i migranti mangiano, stanno bene. E non hanno la sensazione di essere sequestrati dal governo“. Una versione contrastante con quella fornita da Riccardo Magi, l'esponente di +Europa salito ieri a bordo, che ha riferito di un comandante preoccupato per le condizioni sulla nave che avrebbero ormai superato il limite gestibile.

Il profilo del comandante

Anche sulla figura di Kothmeir non sono mancate polemiche sui social nelle ore più calde dell'affaire Diciotti. Ha fatto il giro del web, infatti, la foto copertina del profilo Facebook del capitano: si tratta di un disegno del vignettista Francesco Piobbichi, attivista del gruppo 'No borders', che ritrae una nave strapiena salvata da due mani che spuntano dalle acque. Gli accusatori di Kothmeir sui social, alla luce della foto copertina, gli rimproverano una vicinanza ideologica a chi contesta le politiche del governo in materia d'immigrazione.

Il ruolo di Malta

Nel frattempo,”Il Fatto quotidiano”, in un articolo di oggi a firma di Francesca Ronchin, ha ricostruito l'origine della situazione che si è venuta a creare nel porto di Catania fornendo stralci del report ufficiale della Guardia Costiera. Dal documento sembrerebbe emergere come l'imbarcazione di partenza con 190 migranti, prima dell'intervento italiano con le motovedette che hanno trasportato la maggior parte di loro sulla Diciotti, stesse navigando in acque maltesi ed avesse ricevuto un primo soccorso da una motovedetta di La Valletta e da una barca non identificata. Secondo il senatore del M5S Elio Lannutti quest'ultima sarebbe “una ‘nave fantasma’ maltese” che “ha portato il barcone verso la zona Sar italiana”. 

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