Il Colle a Salvini: “All'oscuro su ogni contatto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:42

Giornata complicata in casa Lega, all'indomani della richiesta d'incontro con il presidente Mattarella sulla questione dei fondi da sequestrare come stabilito dalla Cassazione. All'appello di Salvini, arrivato in mattinata, ha ribattuto il ministro della Giustizia, Bonafede, per il quale “tutti devono potersi difendere fino all'ultimo grado di giudizio” ma poi “le sentenze vanno rispettate, senza evocare scenari che sembrano appartenere più alla Seconda Repubblica”. E, in serata, sul Carroccio arriva anche la doccia fredda del Quirinale, dal quale specificano che “il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è all'estero ed è all'oscuro di qualunque contatto”. Una dichiarazione arrivata da una fonte che compone la delegazione al seguito del capo dello Stato.

Le parole di Salvini

Insomma, una richiesta d'incontro al Colle ma della quale il Colle non è al corrente. Eppure, in relazione alla vicenda, il vicepremier Salvini aveva usato toni piuttosto risoluti in risposta a chi scoraggiava l'intervento del Capo dello Stato su una questione giudiziaria: “Che io non possa andare a parlare con il presidente della Repubblica mi sembra una cosa bizzarra: è il garante della Costituzione e dei diritti dei cittadini. Io rispetto il lavoro della stragrande maggioranza dei giudici, che al 99% fanno bene e obiettivamente il loro lavoro, ma parlerò con Mattarella del fatto che la Lega sarebbe il primo partito in Europa messo fuori legge con una sentenza non definitiva per eventuali errori commessi da qualcuno più di dieci anni fa con cui io non c'entro nulla”.

Scenari

Il mondo politico, scottato dall'esperienza che ha portato alla formazione di un nuovo governo, tende a escludere l'idea di tirare in ballo Mattarella su una vicenda di partito. Molto dipenderà dalle motivazioni che fornirà il ministro al Presidente per essere ricevuto (cosa che potrebbe riuscire a ottenere, viste le sue cariche istituzionali) ed esporre la problematica, anche se appare difficile che possa essere sovvertita (o anche solo modificata) una sentenza che ha attraversato tutti e tre i gradi di giudizio. Intanto, al ministro Salvini ha risposto il pm di Genova, Francesco Cozzi, il quale ha assicurato che “qui non c'è nulla di politico: è una vicenda tecnica e la procura agisce su profili tecnici… Dobbiamo aspettare il Riesame e poi che la decisione diventi definitiva. Solo a quel punto si potrà procedere coi sequestri. Noi stiamo operando come avremmo fatto qualsiasi partito”.

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