I bimbi non vaccinati non saranno esclusi da scuola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:19

Tutto rimandato all'anno scolastico 2019/20. I bimbi non in regola con i vaccini a settembre potranno accedere a scuola (nidi e materne) senza problemi. Lo stabiliscono due emendamenti identici, a firma Lega e M5s, all'articolo 6 del decreto proroghe. L'approvazione è avvenuta ieri in commissione Affari costituzionali del Senato. Viene così intaccato uno dei capisaldi della legge Lorenzin, l'articolo 3, secondo il quale la presentazione della documentazione sull'avvenuta vaccinazione “costituisce requisito d'accesso”. “A un mese e mezzo della ripresa dell’attività scolastica facciamo in modo che i bimbi vi possano accedere”. Lo affermano i senatori del M5s, Paola Taverna, vicepresidente del Senato, e Pierpaolo Sileri, presidente della commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama. Il sottosegretario alla Salute, Maurizio Fugatti, ha commentato: “Una decisione di buon senso per la quale esprimiamo grande soddisfazione”. Non la pensano allo stesso modo nel Pd. Secondo Dario Parrini, capogruppo in commissione Affari costituzionali, e Simona Malpezzi, “con questo atto M5s e Lega dichiarano la vittoria dei no vax e soprattutto si assumono la responsabilità di diminuire l'immunità di gregge e ciò va a scapito dei più piccoli, dei bambini, dei più fragili”.

Nelle settimane scorse il ministro della Salute, Giulia Grillo, aveva emanato una circolare: per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l'anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami. Per i bambini da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (6-16 anni), invece, basterà una “dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione”. Sempre a luglio la Grillo aveva annunciato un progetto di modifica del decreto Lorenzin basato su un “obbligo flessibile”, ossia una mappa dell’obbligo diversificata, in base alla copertura vaccinale di ogni territorio. Il progetto è atteso in Commissione Sanità del Senato, probabilmente dopo la pausa di agosto delle Camere.

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