Grillo sgancia il blog, Di Maio: “Avanti da soli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 4:24

Grillo rinnova il blog e, in quello che sembra in tutto e per tutto un atto di scollamento, trasforma il suo strumento di offensiva in un mezzo di diffusione e condivisione altro rispetto al Movimento: “Il M5S lo ha iniziato lui – ha detto Luigi Di Maio a 'Porta a porta' – ma ora va avanti sulle sue gambe e sempre più forte. Questo senza parricidio e senza rinnegare il passato”. In sostanza, pur rinunciando al blog come veicolo del Movimento, Grillo resta “garante e padre nobile”. Un rinnovamento che, in un certo senso, segna davvero la ripartenza del fondatore che, con questa nuova veste grafico-contenutistica, rinuncia all'apporto della Casaleggio che, d'ora in avanti, gestirà il sito internet dei pentastellati: “Inizia adesso un'avventura straordinaria di liberazione, di mente, di fantasia, di utopie, di sogni, di visioni. Io andrò in cerca di folli, di artisti, mi piace avere dei punti di vista, ma di idee, perché io sono stufo delle opinioni, sono stufo delle opinioni. Sì d'accordo ognuno ha diritto alla propria opinione, ma ha diritto ai fatti. Io voglio sognare voglio avere qualcosa che mi spinga sempre in avanti”.

Di Maio: “Casaleggio non prende decisioni politiche”

Una decisione, quella di Grillo, sulla quale Di Maio non si scompone e che affronta come altri temi, primo fra tutti quello delle alleanze: “Prima delle elezioni non ne facciamo:potrebbe essere anche la strada più facile. Se chiamassi Berlusconi e gli dicessi 'alleiamoci' smetterebbe sicuramente di parlare di noi come se fossimo una setta”. Altrettanto netta la posizione riguardo al ruolo di Davide Casaleggio: “Chi l'ha detto che prende le decisioni politiche? Il capo politico sono io. Davide Casaleggio non prende le decisioni politiche più importanti, ci dà un supporto. Ha un passaporto inglese, sarà per questo che è stato invitato all'ambasciata inglese”.

Sfida al Centrodestra

Ribadendo il suo “no” ai “governi tecnici o del presidente”, il candidato premier M5s ha fornito la versione pentastellata anche in campo economico-finanziario: “Io non ce l'ho con i ricchi, non faremo una patrimoniale – ha spiegato – né metteremo mano alla tassa di successione”. Il capo politico, però, annuncia interventi sull'Irap: “Iniziamo con le microimprese, quelle fino a cinque dipendenti. L'eliminazione dei finanziamenti a pioggia per loro vale l'abrogazione dell'Irap e costa, se non sbaglio, 5 miliardi”. Poi lancia la sfida: “Noi abbiamo già dato prova di credibilità restituendo gli stipendi come promesso nella scorsa campagna elettorale”.

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