Giro di vite del Viminale contro la droga

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Pugno duro del governo contro i trafficanti di droga. Il Viminale ha inviato una circolare alle prefetture per disporre maggiore sorveglianza sulle piazze di spaccio.

Più controlli per fermare i mercanti di morte

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha chiesto ai prefetti di dare maggiore impulso all’azione di vigilanza del territorio, con specifico riferimento alle aree cittadine maggiormente esposte alle attività di spaccio di sostanze stupefacenti ed ai correlati stazionamenti di soggetti, specie in zone degradate. “L’individuazione dei mirati interventi avverrà in sede di comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di migliorare i livelli di sicurezza, assicurando la piena fruibilità degli spazi pubblici, con particolare riferimento agli spazi verdi e alle piazze cittadine – comunica il Viminale -. Le misure di prevenzione saranno oggetto di periodico monitoraggio al fine di valutarne l’impatto e disporne l’eventuale implementazione, tenuto conto delle caratteristiche delle singole aree cittadine di intervento e del loro livello di esposizione ai fenomeni criminali”. Secondo le ultime rilevazioni sulla criminalità in Italia, Milano è la capitale dei reati, Roma è al primo posto per spaccio di droga.  L'annuale report realizzato dal Sole 24 Ore con i dati del Viminale, rivela che la città eterna è al primo posto per reati legati alla produzione, al traffico e allo spaccio di stupefacenti: oltre 5.000 le denunce, 117,6 ogni 100 mila abitanti.  

Fotografia dei reati emersi

“Un record che coincide con l'incremento del 10,9% dei reati denunciati rispetto all'anno precedente e dipende sia dalla diffusione dello spaccio sia dalle misure messe in campo per far emergere e contrastare questi fenomeni criminali- riferisce il Messaggero-. La classifica pubblicata dal quotidiano economico analizza la situazione della criminalità nelle 107 province del nostro paese e prende in considerazione restituisce una fotografia unicamente dei reati emersi”. Roma, nella classifica generale, è al sesto posto. E infatti, evidenzia il Sole 24 Ore, la mappa della criminalità nazionale continua a essere sbilanciata verso le grandi città e le località turistiche. I primi tre posti della classifica sono occupati da Milano, Rimini e Firenze. A seguire troviamo Bologna (quarta), Torino (quinta), Roma (sesta), Genova (decima), Pisa (tredicesima), Venezia (quattordicesima) e Napoli (diciassettesima), insieme a province più piccole, ma storicamente legate al turismo internazionale. Imperia e Savona, infatti, si posizionano nona e decima, seguite da Ravenna (15esima) e Ferrara (18esima).

Blitz anti-sostanze

La spesa per il consumo di stupefacenti in Italia ammonta a 14,4 miliardi di euro (il 40% per cocaina, il 28% per la cannabis e il 16% eroina). Le attività economiche connesse al mercato delle sostanze psicoattive illegali rappresentano il 75% del business e pesano per lo 0,9% sul Pil. Solo considerando la fascia di età 15-64 anni, il 22% ha fatto (e probabilmente lo fa tutt’ora) uso di stupefacenti. La cannabis rimane la sostanza psicoattiva più ricercata e consumata da giovani (oltre un quarto degli studenti delle superiori ne ha fatto uso), ma anche dagli adulti. L’uso, lo spaccio e il traffico di cannabis sono in aumento, e aumenta contestualmente il principio attivo della sostanza. La crescita è dimostrata dall’aumento dei blitz anti droga: il numero delle operazioni è salito dell’8%, con un incremento delle sostanze sequestrate (+60%). Il 95% dei sequestri ha riguardato cannabinoidi, il 4% cocaina. I condannati in via definitiva nel 2017 per crimini droga-correlati sono maschi (94%) e italiani (56%). La classe di età più rappresentata è quella dei 25-34enni (35%), seguita dai 35-54enni (31%) e dai 18-24enni (28%). I minori rappresentano il 2% del totale: per la quasi totalità sono maschi (99%) e per il 45% sono stranieri.

Emergenza cocaina

L’Italia è il terzo Paese in Europa dove si consuma più cannabis: il 33,1% l’ha usata ameno una volta nella vita, una percentuale inferiore solo a Francia (41,4%) e Danimarca (38,4%). Nel 2017 il 34,2% degli studenti ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nella vita, mentre il 26% nell’ultimo anno (670mila ragazzi). Il 33,6% degli studenti (870mila) ha utilizzato cannabis almeno una volta nella vita. Sono, sottolinea Quotidiano.net, 360mila (13,9%) gli studenti che hanno utilizzato almeno una volta nella vita una o più delle nuove sostanze psicoattive (cannabinoidi sintetici, oppiodi sintetici). Gli studenti che hanno sperimentato la cocaina almeno una volta sono 88mila (3,4%). Per un ragazzo che comincia a fumare cannabis dai 13 ai 15 anni, il rischio di sviluppare una tossicodipendenza entro i 28 anni è del 68%. Rischio che scende a 44% per i giovani che iniziano dai 15 ai 17 anni.

Le stime dell’Istat

Nel nostro Paese non esiste una rilevazione collettiva su professione e istruzione di chi consuma droga, per questo le informazioni incrociate arrivano solo dagli esperti dei centri di recupero. Sono 4 milioni gli italiani che hanno utilizzato almeno una sostanza stupefacente illegale e, di questi, mezzo milione ne fa un uso frequente. L’Istat ha stimato 6,2 milioni di utilizzatori di cannabis, un milione quelli che usano cocaina, 285mila gli eroinomani e 590mila i drogati ‘chimici’ di ecstasy, Lsd, amfetamine. Da 27.718 del 2015 a 38.613 del 2017, +39%. È l’aumento dell’uso di droga fra i minori: quadruplicato il consumo, che è raddoppiato per gli adulti. Dal 2016, secondo Quotidiano.net, sono aumentati i decessi correlati alla droga, soprattutto per eroina. Il primo contatto con le sostanze per un ragazzo su due è avvenuto entro i 14 anni.

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