Gentiloni incassa la fiducia della Camera, oggi la prova del Senato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:00

Il governo Gentiloni ha ottenuto la fiducia della Camera dei Deputati. I sì sono stati 368, i no 105. Alla votazione non hanno però partecipato, per protesta, il Movimento 5 Stelle e i verdiniani di Ala.

Stabilità

Nel suo discorso programmatico Gentiloni ha battuto sul tema della “stabilità”, caro al presidente Sergio Mattarella.”Il governo che si presenta a ricevere la fiducia – ha spiegato – è un governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre Istituzioni. E intende concentrare tutte le proprie energie sulle sfide dell’Italia e i problemi degli italiani. Quanto è successo politicamente e che ha portato al nuovo esecutivo sulla base della ferma guida di Mattarella, ha determinato i tempi rapidi del nuovo governo e ne ha definito il programma”.

Economia e Ue

Sul terreno dell’economia l’esecutivo intende “accompagnare e rafforzare la ripresa che gradualmente ma lentamente si sta manifestando”. Lo farà “con le grandi infrastrutture, il piano industria 4.0 e la green economy con le decisioni sul clima che l’Italia difenderà”. L’Italia, ha proseguito, “ha una economia forte, non ci possono essere scorribande su questo fronte e lo dimostrano le profezie sbagliate di apocalisse in base all’esito in un senso del referendum. Questa è l’Italia”. Il rafforzamento della ripresa, nel ragionamento di Gentiloni, deve tradursi anche in un sostegno al Sud. La creazione di un ministero ad hoc, ha chiarito, “non deve far pensare a vecchie logiche del passato, al contrario noi abbiamo fatto molte cose per il Mezzogiorno ma credo che sia insufficiente la consapevolezza che proprio dal Sud possa venire la spinta forte per la crescita economia”. A ciò occorre aggiungere “grandi questioni su cui finora a mio avviso non abbiamo dato risposte pienamente sufficiente. Innanzitutto i problemi che riguardano la parte più disagiata della nostra classe media, partite iva e lavoro dipendente, che devono essere al centro dei nostri sforzi per far ripartire la nostra economia. Proprio perché non vogliamo rinunciare a una società aperta e digitale vogliamo porre al centro coloro che da queste dinamiche si sentono sconfitti”. Sul fronte dell’Unione Europea, Gentiloni ha assicurato che già nel consiglio Ue di Dublino di giovedì prossimo l’Italia avrà una posizione “molto netta” perché “non è accettabile che passi di fatto il principio di un Ue troppo severa su alcuni aspetti dell’austerity e troppo tollerante verso Paesi che non accettano di condividere responsabilità comuni”.

Legge elettorale

Il nodo centrale da sciogliere, sul fronte della politica interna, resta però quello della legge elettorale. Nella direzione Pd Renzi ha parlato di “voto imminente”. Ma Mattarella è stato altrettanto chiaro: alle elezioni prima del 2018 si va solo con una disciplina unitaria per l’elezione di Camera e Senato. Il premier, marcando la prima grande differenza con l’esecutivo guidato dal segretario Pd, ha spogliato l’esecutivo della responsabilità di giocare un ruolo decisivo sulla legge elettorale, rimettendo la questione al Parlamento. L’esecutivo, ha sottolineato, “non sarà attore protagonista“, anche se non resterà alla finestra ma “cercheremo di sollecitare e di facilitare” un percorso obbligato.

Priorità

La priorità di Palazzo Chigi sarà “senz’altro l’intervento nelle zone colpite dal terremoto. Abbiamo avuto una risposta straordinaria ma siamo ancora in emergenza e dalla qualità della ricostruzione dipende la qualità del futuro di una parte rilevante del territorio dell’Italia centrale e da questi passi che faremo dipende anche la forza che avremo nel programma a lungo termine su Casa Italia, che interviene sugli elementi più profondi dei danni che vengono provocati dagli eventi sismici nel Paese”.

Polemiche

Gentiloni ha anche dedicato un passaggio alle polemiche che hanno accolto la formazione del nuovo esecutivo. “Le consultazioni hanno evidenziato l’impossibilità di una convergenza generale nel sostegno al governo di responsabilità che pure era stata invocato – ha spiegato -. Ne abbiamo preso atto, procedendo nel quadro della maggioranza anche se ci auguriamo possano maturare apporti e convergenze più larghe sui singoli provvedimenti. Chi come me è sempre stato animato da passione politica non si ritrova nella degenerazione di questa passione. La politica, il Parlamento, sono il luogo del confronto dialettico, non dell’odio o della post verità. Chi rappresenta i cittadini deve diffondere sicurezza, non paure. Su questo è impegnato il governo e anche su questo chiede alla Camera la sua fiducia“.

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