Fca-Peugeot, si può: accordo per la fusione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:59

C'anno fatto in fretta Fiat Chrysler e i francesi di Groupe Psa, quello di Peugeot e Citroen, seduti al tavolo delle trattative (idealmente, perché ognuno lo ha fatto nel proprio cda) per discutere una possibile fusione, cercando di riproporre quel possibile asset d'élite del mercato automobilistico venuto meno assieme al dialogo con Renault di alcuni mesi fa. Ora, secondo le indiscrezioni del Wall Street Journal, i presupposti per il super-brand da 50 miliardi di dollari ci sarebbero tutti: in serata, infatti, sono arrivati gli ok di entrambi i board aziendali, prima quello del gruppo francese poi di quello italo-americano, per un progetto che, filasse tutto liscio, diventerebbe automaticamente il quarto costruttore a livello mondiale. Un accordo praticamente alla pari: secondo quanto riferito dal quotidiano americano, infatti, a Psa andrebbero sei posti nel consiglio di amministrazione, mentre a Fca cinque, con John Elkann che rivestirebbe però il ruolo di pressidente, con Carlos Tavares nel ruolo di amministratore delegato.

La giornata

In mattinata, erano arrivate nonostante le prime conferme del Lingotto sull'esistenza della discussione con qualche riga di comunicato (“A seguito di recenti notizie in merito ad una possibile operazione strategica tra Groupe Psa e il Gruppo Fca, Fiat Chrysler Automobiles N.V. conferma che sono in corso discussioni intese a creare un Gruppo tra i leader mondiali della mobilità. Fca non ha al momento altro da aggiungere”) la notizia chiedeva cautela, come del resto la chiedono i francesi che, dal Bercy (il Ministero dell'Economia), hanno fatto sapere che lo Stato sarà “particolarmente vigile sull'occupazione, la governance e l'impronta industriale di tutto ciò che potrebbe creare un riavvicinamento tra le case automobilistiche Psa e Fiat Chrysler”.

L'asset

In sostanza, le carte in tavola ci sono e la notizia, rimbalzata dal Wall Street Journal un paio di giorni fa, ha trovato le prime conferme. Va da sé che un'eventuale fusione dei due gruppi creerebbe un super-asset da cifre altissime (circa 50 miliardi di dollari), in grado di scalare in un colpo solo quasi l'intera scala gerarchica dei costruttori, con una prospettiva di vendita stimata in circa 9 milioni di auto. Da Fca, per il momento, non erano arrivate indicazioni, anche se secondo il Wsj si parla di una società fifty-fifty, con Carlos Tavares nel ruolo di amministratore delegato e John Elkann in quello di presidente. Buona parte del futuro accordo, però, dipenderà dalla Francia e non solo da Peugeot, che già in giornata ha convocato svolgerà un consiglio d'amministrazione straordinario, proprio allo scopo di discutere della possibile intesa con Fca (anch'essa in cda, anche se già programmato per domani). Da capire la posizione dello stato francese, anche nell'ottica delle dichiarazioni filtrate da Bercy che ricordano da vicino le motivazioni che, ad accordo quasi fatto, avevano fatto saltare la stretta di mano finale tra Fca e Renault.

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