Ex Ilva, Mattarella esorta: “Agire rapidamente”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:56

L'impressione è che la faccenda dell'ex Ilva non finirà tanto presto. La retromarcia di ArcelorMittal ha fortemente indispettito il governo italiano che, se da un lato lascia attivo l'indice d'ascolto per quanti chiedono il ripristino del cosiddetto “scudo penale”, dall'altro alza le barriere e torna a ribadire al gruppo franco-indiano che gli accordi vanno rispettati. Un affare con risvolti in comparti importanti del nostro Paese, dall'industri all'occupazione, che tiene in apprensione l'esecutivo, i sindacati e tutte le istituzioni interessate a vario titolo. Anche per questo, in giornata, il premier Giuseppe Conte si è recato al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per conferire sul dossier dell'ex Ilva con un occhio attento a che la crisi tarantina non scateni un effetto a catena, con ripercussioni sulla tenuta del governo in carica e del sistema imprese.

Il commento

E Mattarella, nel dialogo con Conte, si è detto preoccupato per la deriva presa dalla vicenda ArcelorMittal: “Non tocca a me dare indicazioni su come risolvere la questione – ha detto il Capo dello Stato -, ma chiedo all’esecutivo di agire il più rapidamente possibile per trovare una soluzione veloce e positiva a questa crisi aziendale, come quelle di Alitalia e di Whirpool”. Questo perché, ha spiegato, “il lavoro, l’occupazione, è la questione prioritaria e più importante per il Paese“. Va da sé che, in un contesto come quello dell'ex Ilva, a tenere banco sia la sorte degli oltre 10 mila lavoratori coinvolti. Ma è altrettanto vero che sull'annosa partita delle acciaierie anche il governo si gioca buona parte della propria credibilità. Una sfida, questa, sicuramente maggiore dei confronti elettorali, con tanto di aut aut: in caso di crisi sull'ex Ilva, si vota.

Rispettare i patti

Il premier Conte ha ribadito sostanzialmente quella che, finora, è stata la linea del governo, ovvero chiedere al gruppo franco-indiano (che nel frattempo ha ribadito la propria volontà di recedere) di rispettare gli impegni: “Chi viene in Italia deve rispettare le regole – ha detto a Porta a porta -, sullo scudo penale il governo è compatto. Nazionalizzare l'Ilva? Valutiamo tutte le opzioni”. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Se una multinazionale ha firmato un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti e facendosi risarcire i danni”. Intanto, però, la questione resta su un piano prettamente tecnico. Gli operai, la forza lavoro, è pronta a scendere in piazza e scioperare.

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