Ex Ilva, Arcelor e commissari tornano a trattare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:46

Nel giorno dell'udienza al Tribunale di Milano, ArcelorMittal e i commissari straordinari dell'ex Ilva strappano l'intesa per la trattativa di ripristino del contratto d'affitto e vendita degli stabilimenti delle acciaierie. Una prima stretta di mano, con la promessa di riprendere il tavolo negoziale e di riuscire a portare a termine l'operazione di rilancio del polo siderurgico tarantino. Il che, in sostanza, potrebbe consentire di evitare che a decidere del futuro dell'ex Ilva siano le sedi legali, grazie a un preaccordo che Alessandro Danovi (commissario assieme a Francesco Ardito e Antonio Lupo) ha definito “nell'interesse del Paese”. In base a quanto stipulato con l'intesa di massima fra Mittal e commissari, “il governo italiano, alla luce dell'interesse strategico nazionale delle attività di Ilva e del suo impegno per realizzare il 'nuovo accordo verde', è fortemente impegnato a preservare il business come impresa corrente e gli attuali livelli di occupazione sulla base e coerenti con il nuovo piano industriale attualmente in discussione tra le Parti, che mira a produrre circa 8 milioni di tonnellate di acciaio entro il 2023″.

Tecnologia verde

Più concretamente, l'accordo prevede l'impegno di entrambe le parti a sedersi nuovamente a trattare e a rinegoziare i termini del contratto stipulato con la multinazionale franco-indiana, chiamatasi fuori in seguito al passo indietro del governo sul cosiddetto scudo penale. Con una data di scadenza, visto che il negoziato, secondo quanto spiegato da uno dei legali di ArcelorMittal, “si svolgerà fino al 31 gennaio al fine di raggiungere un accordo vincolante”. Nel frattempo, così come richiesto anche dai legali della società, è stata rinviata così al 7 febbraio del prossimo anno. Un margine di tempo che servirà alle parti in causa per salvare tutto il salvabile, con la promessa, da parte del gruppo, di uno sforzo in direzione della tutela ambientale, ritenuta primaria sia dai contraenti che dalla città di Taranto, spaccata tra esigenza lavorativa ed emissioni dannose da parte del polo industriale siderurgico: “Il nuovo piano industriale – ha affermato in una nota Mittal – prevede investimenti in tecnologia verde da realizzarsi anche attraverso una nuova società finanziata da investitori pubblici e privati”.

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