ENTRA IN VIGORE IL DIVORZIO BREVE, 6 O 12 MESI PER OTTENERLO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:09

Entra in vigore il divorzio breve che consentirà di sciogliere il matrimonio in 6 o 12 mesi a seconda che si sia optato rispettivamente per la separazione consensuale o giudiziale. Questa la rivoluzione portata dalla riforma approvata dal Parlamento in via definitiva il 22 aprile scorso e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 maggio. I procedimenti già in corso – circa 200mila – potranno chiedere il nuovo “rito”. Una richiesta che rischia di ingolfare le attività dei tribunali, in carenza di personale soprattutto amministrativo.

Per quanto riguarda le separazioni consensuali, la durata di tale periodo è fissata in 6 mesi, anche nel caso in cui il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale. La comunione tra coniugi, nel caso di separazione personale, si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati. In caso di separazione consensuale, lo scioglimento avviene dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L’ordinanza con cui i coniugi sono autorizzati a vivere separati viene comunicata all’ufficiale dello stato civile per l’annotazione dello scioglimento della comunione.

L’articolo 3 della legge dispone che le nuove norme vengano applicate ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della riforma, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti, in quella data, ancora pendente.

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