E' morto il professor Franco Mandelli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:59

E'morto il professor Franco Mandelli, luminare della medicina e pioniere nella lotta alle malattie del sangue, nonché campione della solidarietà che, nella città di Roma, aveva portato avanti per decenni i suoi studi, le sue ricerche e il suo aiuto a tantissime persone affette da patologie a livello ematologico. A dare l'annuncio della sua scomparsa, avvenuta a 87 anni, è stata la stessa Associazione italiana contro le leucemie (Ail), della quale era presidente: “Addio al nostro presidente, professor Franco Mandelli, una vita dedicata alle malattie del sangue e alla solidarietà. Anima della nostra organizzazione di cui era presidente onorario e fondatore del Gimema”.

La carriera

Nativo della città di Bergamo, con laurea a Milano nel 1955, l'attività clinica di Mandelli si è articolata soprattutto a Parma e a Roma dove, a partire dal 1967, diviene libero docente in ematologia presso il Policlinico Umberto I. Alternandosi fra un'esperienza a Parigi, assieme al collega Jean Bernard, e la sua attività romana, il professore fonda l'Ail e, nel 1982, crea nella Capitale il primo centro per il trapianto di modello osseo, proseguendo nel frattempo i suoi studi e le sue ricerche sulle malattie del sangue e le leucemie, specie per quanto riguarda il linfoma di Hodgkin. La presidenza di Ail verrà assunta nel 2004, mentre risale al 2011 il conferimento della docenza emerita presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Ricerca e assistenza

Mandelli, prosegue ancora Ail nel suo messaggio apparso via Facebook, “ha pubblicato più di 700 studi scientifici”. Un dato che la dice lunga sull'attività di ricerca condotta dal professore per tutta la sua vita, alla quale ha dedicato anima e passione anche attraverso l'organizzazione di eventi volti alla sensibilizzazione sul tema prima ancora che per la raccolta di fondi per sostenere gli studi. Ail, nel frattempo, è cresciuta raccogliendo al suo interno oltre 25 mila volontari in 81 sezioni provinciali e, oggi, “si stringe con riconoscenza e grande affetto alla sua famiglia” del suo fondatore e presidente, uomo di medicina che ha messo la sua vita al servizio degli altri, dei malati e delle loro famiglie.

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