E’ il Lazio la regione in cui l’export cresce di più

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:59

Nel secondo trimestre si stima una crescita congiunturale delle esportazioni per il Centro (+5,0%) e per il Sud e Isole (+4,0%), mentre sia il Nord-est sia il Nord-ovest registrano una lieve diminuzione delle vendite (-0,6% e -0,4% rispettivamente), rileva l'Istat. “Nel periodo gennaio-giugno 2019, si registra  un sostenuto incremento tendenziale delle vendite sui mercati esteri per il Centro (+17,4%), molto più contenuto per il Sud (+2,5%) e il Nord-est (+1,5%), mentre il Nord-ovest mostra una contenuta diminuzione (-1,1%) e le Isole una marcata contrazione dell'export (-11,9%)- riferisce l’Agi-. Nei primi sei mesi dell'anno, tra le regioni più dinamiche all'export su base annua, si segnalano Lazio (+26,9%), Molise (+24,6%), Toscana (+17,9%), Campania (+10,4%) e Puglia (+10,1%). Diversamente, si registrano ampi segnali negativi per Calabria (-22,0%), Basilicata (-19,5%) e Sicilia (-17,3%)”.

I settori trainanti

Nel primo semestre 2019 le vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dal Lazio e di articoli in pelle, escluso abbigliamento dalla Toscana contribuiscono alla crescita tendenziale dell'export nazionale per 1,7 punti percentuali. Nell'analisi provinciale dell'export, si segnalano le performance positive di Firenze, Latina, Bologna Frosinone, Milano e Arezzo. Nel secondo trimestre prosegue la sostenuta espansione dell'export per le regioni del Centro, sia in termini congiunturali sia tendenziali. Questa positiva dinamica si traduce in una rilevante crescita tendenziale delle regioni del Centro nel primo semestre 2019 trainata principalmente dalle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, di prodotti tessili e dell'abbigliamento, pelli e accessori e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti. “I dati diffusi oggi dall’Istat sulle esportazioni italiane nel secondo trimestre del 2019 mettono in evidenza un risultato notevole e incoraggiante: il Lazio è la prima regione in Italia per crescita dell’export: +26,9% a fronte di una media nazionale del 2,7%- commenta Lorenzo Tagliavanti presidente di Unioncamere Lazio-. Settore trainante si conferma il farmaceutico con ottime performance dei comparti chimico-medicinale e botanico. Nel primo semestre dell’anno il Lazio ha esportato merci per 13,9 miliardi di euro, circa tre miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Molto positivi, in particolare, i risultati delle province di Latina (+56,8%) e Frosinone (+27,3%)”.  Il dato del Lazio “testimonia, ancora una volta, la solidità e la dinamicità del nostro tessuto imprenditoriale. Un tessuto che, nella nostra regione, è fatto in grandissima parte di piccole e medie imprese che la crisi economica di questi anni ha sicuramente colpito, ma non fiaccato. Le imprese del nostro territorio hanno compreso che sui mercati esteri possono trovare nuove occasioni e nuove opportunità di crescita e si sono attivate di conseguenza  e il sistema delle Camere di Commercio del Lazio resta in prima linea nel supportare tutti gli imprenditori del territorio nel loro prezioso lavoro quotidiano”, osserva Tagliavanti.

Il made in Italy sulle tavole del mondo

Volano le esportazioni dell'agroalimentare nazionale che fanno registrare il record storico con un balzo del 5,5%, attesta un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati sul commercio estero dell'Istat nel primo semestre del 2019, rispetto allo stresso periodo scorso anno. Complessivamente sono stati esportati all'estero beni agricoli e alimentari per un totale di 21,4 miliardi nel corso del primo semestre dell'anno. A spingere la domanda estera del cibo Made in Italy è il boom fatto registrare per le esportazioni in Usa dove si rileva un aumento del 11%, nonostante il clima di incertezza legato ai dazi minacciati dal presidente Trump contro una serie di prodotti europei. Buoni risultati – continua la Coldiretti – anche in Europa con aumenti del 5% in Francia e del 2% in Germania come in Gran Bretagna, nonostante la pressione della Brexit. La Germania si colloca al primo posto tra i principali italian food buyer seguita dalla Francia, dagli Usa e dalla Gran Bretagna. Il vino  si classifica tra i prodotti alimentari Made in Italy più esportati con un valore di 3 miliardi nel semestre, in aumento del 3% rispetto allo scorso anno. Un trend che evidenzia la capacità del settore alimentare tricolore di intercettare la nuova domanda globale di alta qualità e tipicità che è tuttavia frenato dalla moltiplicazione delle imitazioni dei prodotti nazionali con il fenomeno del cosiddetto italian sounding che all'estero vale 100 miliardi di euro».  «Per rafforzare e tutelare la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali è importante trovare le necessarie sinergie tra l'attività diplomatica all'estero e quella economica» secondo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che «esprime apprezzamento per l'ipotesi di trasferimento delle competenze del commercio estero alla Farnesina.

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