Dl sicurezza bis, sì alla fiducia: è legge

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:30

Ppassato dal voto di fiducia il futuro del decreto legge Sicurezza bis, per il quale è oggi iniziata la discussione in Senato: 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astenuti, fra i quali sei senatori appartenenti all'ala pentastellata. Astensione da Fratelli d'Italia, Forza Italia non partecipa ma i numeri previsti sono sostanzialmente confermati. Si conclude così, con un successo della maggioranza e qualche selfie, una giornata di fuoco in Aula a Palazzo Madama: la comunicazione del voto di fiducia era arrivata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, dopo qualche ora di dibattito in aula dal quale era apparso come, in quel momento, i numeri fossero quantomeno in bilico. Un'aula non particolarmente colma ma, comunque, piena quanto bastava per qualche scherno fra le varie rappresentanze, con i senatori del Partito democratico ad applaudire ironicamente la fiducia posta dal governo e le forze di maggioranza a restituire la cortesia, decretando il rinvio delle ostilità dopo che il Senato, come atto precedente alla fiducia, aveva respinto le questioni pregiudiziali al dl con 217 contrari, 53 favorevoli e 2 astenuti. E anche qui a polemizzare erano stati i dem: “Il voto sulle pregiudiziali al decreto Sicurezza bis certifica la nascita di una nuova maggioranza. Con Lega e 5s, contro la nostra pregiudiziale, hanno infatti votato i senatori di FdI e di FI. Il Pd è ormai l'unica opposizione al governo presente in Parlamento”.

La situazione

Un voto, quello di fiducia, che a ogni modo appariva via via quasi scontato considerando che il decreto è stato portato in aula senza relatore e senza possibilità di discutere gli oltre mille emendamenti posti sul testo. Intanto, Forza Italia ha deciso di non partecipare al voto, decisione che, comunque, non dovrebbe far abbassare il quorum (circostanza che si sarebbe verificata in caso gli azzurri avessero deciso di lasciare l'aula). Fratelli d'Italia, invece, ha annunciato che voterà no. I numeri restavano comunque incerti: con la soglia di autosufficienza fissata a 161 voti, sembrava che al momento la maggioranza si attestasse su 165, sufficienti ma lo stesso risicati, soprattutto se a contare, alla fine, fossero stati i soli due partiti che compongono la maggioranza. Alla fine la questione si è risolta sui 160 e intorno alle 21, come previsto, tutto è stato deciso.

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