Di Maio vola in Libia. Ultimatum all'Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:07

Questa mattina il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, è in Libia. Da Tripoli, la sua visita sarà scandita dall'incontro con il premier libico, Fayez al Sarraj e il vicepresidente del consiglio presidenziale Ahmed Maitig. Secondo quanto riporta l'Ansa, in programma anche l'incontro con il ministro degli Affari esteri, Mohamed Siala e il ministro degli Interni, Fathi Bashaga. Ma Di Maio incontrerà anche il generale Khalifa Haftar, l'uomo forte della Cirenaica, che ha promesso di entrare a Tripoli mentre le sue truppe continuano a combattere a 10 km dalla città. 

Perché Di Maio è in Libia?

La visita del ministro degli Esteri ha lo scopo primario di raffreddare l'alta tensione nel Paese. Il governo italiano ha il pregio di dialogare con entrambe le parti e questo può essere di grande aiuto nei rapporti diplomatici fra al Sarraj e Haftar. Tutto questo avviene mentre s'intensifica lo scontro fra le forze di Tripoli e quelle del generale della Cirenaica, che ora ha contro uno schieramento composto dalle città della Libia occidentale come Zliten, Al Zawiya, Cabao, Al Raheebat, Al Khums e Muslata. La visita di Di Maio è stata preceduta, nei giorni scorsi, da un mini-vertice fra Italia, Francia e Germania, i tre Paesi che, in nome dell'Europa, stanno cercando di evitare uno scenario analogo a quello della Siria

L'invito di Mattarella e il vertice

Il premier Giuseppe Conte ha anche ricordato che in Libia operano entità statali che dispongono di grandi risorse finanziare, come sottolinea Il Sole 24ORE. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione degli scambi di auguri con il corpo diplomatico ha sottolineato: “solidarietà politica e comune visione in vicende come quelle che coinvolgono da troppo tempo la Libia sono indispensabili e sarebbero giovevoli”. Intanto, come anticipato da Agenzia Nova, il prossimo gennaio sarà prevista a Berlino la conferenza della Nazioni Unite sulla Libia: lo ha confermato il segretario generale Ghassan Salamé, in attesa di una nota ufficiale.

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