Di Maio: “finita l'epoca del Bengodi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:31

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha revocato i fondi che dal 2014 lo stato elargisce alla multinazionale americana Whirlpool. Dieci giorni fa i 430 lavoratori dello stabilimento di Napoli avevano denunciato l’intenzione dell’azienda di chiudere la fabbrica. Sulla questione è intervenuto questo pomeriggio il Ministro Di Maio: “quando ci siamo insediati come governo abbiamo detto che avremmo difeso il Made in Italy e non significa solo difendere i prodotti ma anche la manodopera – ha spiegato il leader pentastellato in un video che lo ritraeva in procinto di firmare la revoca dei finanziamenti. “Io sono un po' stanco di tutte queste multinazionali che vengono in Italia, firmano accordi con il governo e poi quando vogliono chiudono stabilimenti, se ne vanno. Chi viene in Italia deve sottostare alle regole italiane, deve rispettare il governo italiano”.

La vertenza

Dieci giorni fa la Fiom-Cgil aveva denunciato la volontà da parte dell’azienda di vendere lo stabilimento di Napoli, nonostante la firma di un accordo quadro con i sindacati per il trasferimento della produzione di lavatrici in Italia senza esuberi tra i lavoratori. Come riporta il fattoquotidiano.it, il Ministro Di Maio parlò in quell’occasione di “un cambio di passo” nella lotta alle delocalizzazioni, e di un’intesa in grado di riportare il lavoro in Italia. Oggi, nel video postato su facebook Di Maio spiega i motivi della scelta: “io inizio a revocargli i fondi perché non sono stati collaborativi, continuano a dire che vogliono disimpegnarsi dallo stabilimento di Napoli. Quando verranno al tavolo spero possano venire a più miti consigli perché qui è finita l'epoca del Bengodi”, ha concluso.

Le reazioni

“Mi auguro che la dichiarazione di Di Maio sia tattica perché a noi non interessa che a Whirlpool siano tolti o meno i fondi”, ha dichiarato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, sottolineando come “il Governo deve fare in modo che l'accordo di ottobre 2018, che come ci è stato detto, legava i finanziamenti al rilancio del piano industriale che comprendeva la sede di Napoli, venga confermato”. Un accordo che de Magistris chiede di poter vedere perché “questa non è una partita del Governo della Repubblica Italiana ma una partita della città di Napoli, un'azienda di Napoli, lavoratrici e lavoratori di Napoli e dell'area metropolitana e delle loro rappresentanze sindacali”, ha concluso il primo cittadino. “La decisione del ministro Di Maio di revocare gli incentivi alla Whirlpool è un primo passo per porre un freno allo strapotere di quelle multinazionali che fanno shopping di aziende nel nostro Paese, abbandonandole poi al loro destino”, ha dichiarato il segretario della Uil Carmelo Barbagallo.

L’azienda

“Con rammarico -scrivono i dirigenti dell’azienda in un nota- si prende atto della dichiarazione” che il Ministro ha rilasciato lunedì alla radio Rtl riconfermando “la centralità dell’Italia e la volontà di continuare a lavorare con tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione condivisa”.

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