Di Maio: “Dai Benetton ci aspettiamo solo scuse e soldi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:31

Non accenna a diminuire la tensione tra il governo ed Autostrade per l'Italia. La società, concessionaria del tratto coinvolto dal crollo del Ponte Morandi, ha emesso questa mattina una nota per difendere il proprio operato. Il comunicato è stato emesso al termine del cda di Atlantia, gruppo che controlla Autostrade, che ha dovuto affrontare il capitolo relativo all'avvio dell'iter di revoca della concessione deciso dal governo.

La difesa di Atlantia

Nel testo si dice che il gruppo “ha preso atto degli elementi di confutazione alla lettera del Ministero delle Infrastrutture datata 16 agosto 2018 predisposti dalle strutture tecniche della Società ed ha confermato il proprio convincimento in merito al puntuale adempimento degli obblighi concessori da parte della Società“.

Le repliche di Toninelli e Di Maio

Una difesa che non è andata giù a Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, per il quale “è incredibile sentir parlare Autostrade di 'puntuale adempimento degli obblighi' dopo una tragedia con 43 morti, 9 feriti, centinaia di sfollati e imprese in ginocchio. Siamo all'indecenza“. Anche Luigi Di Maio, vicepremier e capo politico del M5S, non ha mancato di replicare alla nota di Atlantia scrivendo su Facebook: “Far crollare il ponte causando 43 morti non era nel contratto. Dai Benetton ci aspettiamo solo le scuse e i soldi per la ricostruzione del ponte, che non faranno loro. Per il resto consiglio ad Autostrade di tacere… Gli italiani non ne possono più delle loro dichiarazioni fuori luogo“.

La relazione Morandi

Sempre questa mattina, inoltre, dal ministero delle Infrastrutture e dal Comitato tecnico istituito per accertare la verità sulla tragedia sarebbe emersa l'indiscrezione secondo cui Autostrade per l'Italia non avrebbe consegnato al Provveditorato della Liguria un'importante relazione dove l'ingegner Morandi, progettista del ponte di Genova, metteva in guardia dai pericoli di corrosione. Un documento richiesto negli anni '70 dalla Società Autostrade divenuta consapevole della possibilità di un deterioramento del viadotto. La relazione tecnica di Morandi fa parte della mole di documenti sequestrata dalla Procura di Genova che sta indagando sulla tragedia costata alla vita a più di quaranta persone.

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