Conte vola in Canada, sui dazi la prima sfida

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:33

Rischia di non essere per nulla semplice il primo G7 di Giuseppe Conte, al quale il premier parteciperà facendo in tal modo il suo debutto sulla scena internazionale. Per recarsi a Charlevoix, dove incontrerà i principali leader mondiali, il presidente non ha partecipato al Consiglio dei ministri, presieduto in sua vece dal vicepremier Matteo Salvini. E, proprio attorno alla figura del ministro dell'Interno, ruotano buona parte di quelli che saranno due degli argomenti di discussione, nonché i problemi più impellenti dell'Unione europea in questo momento storico: le sanzioni alla Russia e i dazi statunitensi. Solo qualche ora fa, Salvini aveva fatto riferimento all'atteggiamento di Bruxelles nei confronti della strategia americana spiegando che “le politiche commerciali vanno ristudiate. L'Italia è una potenza che esporta e quindi va protetto il Made in Italy e credo che le politiche di Trump siano soprattutto per arginare la prepotenza tedesca. L'Italia non deve subire né l'una né l'altra manovra”.

Nodo dazi

Poi, in serata, il capo del Viminale ha spostato il tiro su Mosca, parlando dal ricevimento dell'ambasciata russa: “Riguardo a un possibile veto sulle sanzioni alla Russia dobbiamo ragionarci. In Europa almeno a parole qualcosa sta cambiando. Siamo una squadra. Lasciateci partire, ma sulle sanzioni abbiamo le idee chiare”. Parole che, in qualche modo, confermano quello che dovrebbe essere il trend italiano al tavolo delle potenze: fedeltà al blocco occidentale, quindi alle barricate alzate dall'Ue contro i dazi americani ma anche apertura verso Mosca: “Il mio punto di vista sulle sanzioni alla Russia continua a essere quello che mantengo da anni a questa parte, ovvero che le sanzioni non risolvono nulla e che mantenendo fede agli impegni internazionali presi, ritengo fondamentale tornare a dialogare, a commerciare e a ragionare amichevolmente con la Russia”.

I sei contro Trump

Un punto di vista piuttosto netto, del quale il premier dovrà tenere conto, nonostante qualche divergenza notata nel suo discorso al Senato, nel corso di un vertice al quale parteciperà con qualche riflettore in più puntato contro. Non chiude le porte Angela Merkel che, rispondendo a una domanda sul nuovo governo italiano durante l'Europaforum, ha spiegato che “dovremmo parlare gli uni con gli altri, invece di parlare gli uni degli altri, e non iniziare la comunicazione in modo indiretto con insinuazioni e congetture”. Curiosità, dunque, ma anche attenzione attorno alla figura di Giuseppe Conte, passato nello spazio di qualche settimana dalla docenza al summit fra le maggiori Nazioni del mondo. Chiaro che la disputa decisiva si svolgerà attorno all'argomento dazi piuttosto che sulle sanzioni alla Russia (che resta comunque argomento cruciale): il clima canadese è stato scaldato, stando alla Cnn, dallo stesso primo ministro Justin Trudeau, il quale avrebbe telefonato a Trump chiedendo spiegazioni sulle barriere commerciali e intavolando una discussione dai toni meno pacati di quanto ci si sarebbe aspettato. Probabile, anzi, molto probabile che le restanti sei potenze facciano muro contro il presidente americano.

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