Conte: “Se l'Ue ci boccia, dialogheremo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:51

Nella lettera all'Ue vogliamo spiegare la nostra manovra. Già in questa lettera abbiamo spiegato perché l'abbiamo impostata in questi termini, abbiamo spiegato la direzione della nostra politica economica, gli obiettivi che intendiamo raggiungere. Ma siamo disponibili a metterci a un tavolo per proseguire una interlocuzione con la Commissione europea”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un incontro con la Stampa Estera per spiegare la Manovra. E ancora: “Mi chiede di essere un indovino… Se arriverà una bocciatura ci siederemo intorno a un tavolo e valuteremo insieme“.

Il premier italiano si è poi espresso sulle parole dei giorni scorsi del commissario al Bilancio Ue Guenther Oettinger, che aveva preannunciato una bocciatura di Bruxelles della Manovra. “Se un commissario Ue prima di leggera la Manovra e prima che arrivi la lettera dell'Ue mi dice che questa Manovra verrà rigettata, io dico che che è un pregiduizio e che è inaccettabile che provenga da chi rappresenta un'istituzione” come l'Ue. Conte ha quindi chiarito: “Abbiamo ribadito nella lettera che è stata spedita poco fa che noi siamo assolutamente in Europa, vogliamo dialogare con le istituzioni Ue, vogliamo che quest'interlocuzione si svolga nello spirito di un dialogo costruttivo, non mettiamo in discussione i ruolo della commissione Ue”.

I cronisti hanno interpellato il primo ministro italiano anche sul tema dell'immigrazione. “Vi sfido a trovare un altro Paese in Europa che dal 2013 abbia ricevuto 688 mila persone con accoglienza indiscriminata e poi mi dite cosa succede…”, ha detto Conte. Il quale ha poi difeso il suo vicepremier Matteo Salvini, che – ha spiegato – “viene descritto come razzista e xenofobo, ma posso assicurarvi che non ho mai raccolto in lui elementi né di razzismo né di xenofobia”. Ha quindi aggiunto: “Alcune dichiarazioni possono essere molto veementi, ma questo Governo ha una politica in linea con i trattati europei sui diritti dei migranti e sui principi costituzionali“. Infine ha chiarito: “Il decreto sicurezza non abolisce affatto il diritto d'asilo”.

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