Congresso delle Famiglie. Fontana: “Confermo il patrocinio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:57

Mancano ancora nove giorni all'inizio del Congresso mondiale delle famiglie, che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo, ma l'evento ha già catalizzato l'attenzione e, soprattutto, le polemiche. Uno dei nodi del contendere è il patrocinio che il governo avrebbe concesso all'evento. Nei giorni scorsi i sottosegretati del M5s Stefano Buffagni, agli Affari regionali, Carlo Sibilia, all'Interno, e Vincenzo Spadafora, alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità, nonché il vicepremier Luigi Di Maio avevano preso le distanze dal Congresso. E la Presidenza del Consiglio in una nota aveva dichiarato di non aver “mai ricevuto nessuna richiesta di patrocinio per il 'World congress of families', in programma a fine marzo a Verona, né quindi ha potuto mai concederlo. Si tratta di una iniziativa autonoma del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, attraverso procedure interne agli uffici e che non hanno coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio”.

Fontana: “Il patrocinio c'è”

Ora è lo stesso ministro Fontana che, interpellato alla Camera sull'argomento durante il question time odierno, ha chiarito: “Non è stata formalizzata alcuna richiesta di revoca del patrocinio, ma è stato richiesto l'approfondimento di alcuni aspetti tecnici, come il ticket di ingresso”. L'esponente della Lega ha dunque aggiunto che “il Comitato organizzatore del Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona ha presentato formalmente richiesta di patrocinio nei mesi passati, mandando i documenti necessari. È stato concesso il patrocinio a novembre“. Dunque ha ribadito: “Il mio orientamento, quale ministro di questo governo è stato ed è quello di concedere il patrocinio. È un orientamento che intendo confermare, così come intendo confermare la mia presenza all'evento”. Egli ha dunque evidenziato che il Congresso negli anni scorsi si è svolto in diverse città del mondo con il sostegno dei governi locali e che nella scorsa edizione, svoltasi a Chisinau, in Moldavia, ha partecipato anche il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano.

La solidarietà agli albergatori veronesi

Il ministro si è poi detto sorpreso dal fatto che la questione del patrocinio venga affrontata solamente ora, visto che la concessione risale a novembre, e “amareggiato” che il tema sia entrato nel dibattito “mentre eravamo in viaggio verso il New York per un incontro all'Onu, dove avremmo presentato, insieme al dipartimento Famiglia, un pacchetto di misure sulla tutela della donna, sulla conciliazioni dei tempi lavoro-famiglia, del welfare aziendale. Un pacchetto di 80 milioni con misure per la tutela delle madri e dei padri lavoratori”. Il ministro si dice ancora “rammaricato che lo scontro ideologico possa toccare simili e inaccettabili livelli ancor più su un tema che non dovrebbe essere divisivo, come la tutela della famiglia, della maternità, dell'infanzia e della paternità, a cui noi, al di là di sterili strumentalizzazioni, continuiamo, e continueremo sempre, ad indirizzare il nostro lavoro con serietà, impegno ed assoluta dedizione”. L'intervento in Parlamento è stata occasione, per il ministro della Famiglia, per esprimere solidarietà agli albergatori e ai dipendenti degli hotel veronesi che hanno siglato convenzioni con il Congresso, nei confronti dei quali alcuni gruppi di “cosiddetti antagonisti” avrebbero “chiesto il boicottaggio”.

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