Charter dalla Germania, Salvini frena

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:26

Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c’è e non ci sarà nessun aereoporto disponibile. Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti”. Torna sul tema migranti il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e lo fa in replica ai cosiddetti “dublinanti”, coloro che rientrano nei parametri ratificati l'accordo di Dublino sul tema delle migrazioni, ma in particolare alla Germania che, a quanto pare, sarebbe in procinto di inviare in Italia il primo charter con a bordo le persone respinte dal governo tedesco (i “secondari”), attesi a Fiumicino il prossimo 11 ottobre. Del tema “dublinanti” ne aveva parlato Repubblica in un'inchiesta, nella quale aveva rivelato che, nella sola Germania, fossero 40 mila i migranti “da restituire all'Italia”. Sotto tale denominazione (dublinanti) infatti, vengono indicati tutti quei migranti rintracciati in Paesi diversi da quello di primo approdo che, secondo l'accordo stipulato in Irlanda, è quello che deve farsi carico di tenerli nel proprio territorio fino all'esito della valutazione della domanda di asilo.

I dublinanti

Arrivasse davvero il charter del prossimo 11 ottobre, sarebbe la prima volta in assoluto per la Germania che, finora, si serviva di voli di linea sui quali viaggiavano singoli migranti. E così per il resto dei Paesi europei, non superando quasi mai la media di una ventina di persone al mese per singoli Stati, peraltro selezionati al termine di una procedura lunga e ponderata in seguito alla quale, dopo l'ok, si procede all'accompagnamento dei migranti sull'aereo da parte della Polizia fino a che, in Italia, non vengono presi in consegna dai corrispettivi italiani delle Forze dell'ordine e scortati fino a un centro di accoglienza. Per questo, stando a quanto emerso nelle ultime ore, la Germania avrebbe intenzione di imporre un'accelerazione alla politica di “restituzione”, utilizzando voli charter per incrementare il rientro di un gruppo che il quotidiano Repubblica aveva inquadrato in 40 mila persone.

Chiarimenti sull'accordo

La questione ritorni, al netto delle dichiarazioni di Salvini, sta provocando alcune reazioni, specie fra l'opposizione, che preme sulla presunta intesa raggiunta fra Germania ed esecutivo italiano, necessaria per permettere lo sbarco del charter dell'11 ottobre a Fiumicino: “Non bastano proclami e veline – scrive su Twitter il deputato Pd Filippo Sensi -. L'accordo con la Germania per il rimpatrio dei profughi è in vigore o no? Matteo Salvini voleva fare aumm aumm? E ora pizzicato col sorcio in bocca da quei cattivoni di Repubblica fa il ganassa? Chiarisca: tornano o no? Accordo vale?”.

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