Cgil contro Deliveroo: “Nega i diritti di sciopero e malattia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:17

E'il primo ricorso in Europa quello che la Cgil ha presentato contro Deliveroo, la multinazionale del food delivery, che si occupa della consegna del cibo a domicilio per mezzo dei rider. Il sindacato non ci sta e davanti al Tribunale di Bologna fa causa a una compagnia che – spiega nella nota – non tiene conto delle “condizioni personali” dei cosiddetti riderSecondo la Cgil, infatti, l'algoritmo che stila le “classifiche di reputazione” dei ciclofattorini penalizzerebbe coloro che non sono disponibili a loggarsi nelle aree di lavoro loro assegnate. L'udienza è stata fissata per il 2 gennaio prossimo.

L'algoritmo

Si chiama “Frank” l'algoritmo incriminato che emarginerebbe i rider che non si adeguano alle logiche dell'algoritmo. Nel documento diffuso dalla Cgil si spiega: “L'algoritmo […] emargina, fino ad estrometterli dal ciclo produttivo, coloro che non riescono a essere disponibili a loggarsi nelle aree di lavoro assegnate. Il rider che non si adegua alla logica dell'algoritmo viene gradualmente escluso dalle possibilità di impiega, arrivando in alcuni casi ad essere deloggato dal sistema“. In poche parole, per il sindacato la multinazionale negherebbe il diritto dei ciclofattorini ad associarsi per attività sindacali, finanche a scioperare: viene, cioè, escluso il diritto di sciopero malattia, perché al contrario ritenuto penalizzante. L'udienza è stata fissata per il 2 gennaio 2020

La replica dell'azienda

L'azienda non ci sta e in una nota specifica che “l'algoritmo non discrimina tra i rider in base alle prestazioni e alle caratteristiche personali”. Nel comunicato diramato si specifica che le informazioni fornite dalla Cgil “non sono assolutamente corrette […]. I rider che collaborano con Deliveroo sono lavoratori autonomi e liberi di accettare o rifiutare una proposta di consegna, senza alcuna discriminazione. I rider non sono penalizzati se rifiutano le proposte di consegna”. E sull'algoritmo “incriminato” specificano che “gli algoritmi di Deliveroo sono creati dalle persone e l'algoritmo implementa delle regole che sono sviluppate dalle persone”.

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