Cesare Battisti ammette tutto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:59

Ha ammesso di aver avuto parte in quattro omicidi Cesare Battisti, ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo e in stato di arresto in Italia dopo aver trascorso quasi 40 anni in latitanza. Battisti è stato interrogato nelle giornate di sabato e domenica dal pm Alberto Nobili e dalla dirigente dell’Antiterrorismo della Digos, Cristina Villa, nel carcere di Oristano dove è detenuto, alla presenza del suo avvocato Davide Steccanella. Ha ammesso tutto l'ex Pac, di aver dato mandato a due dei quattro delitti contestati e di aver eseguito materialmente gli altri due (quello del maresciallo Antonio Santoro e quello del gioielliere Pierluigi Torregiani, riconoscendo dunque tutti gli addebiti contestati. Non solo: Battisti avrebbe affermato di rendersi conto del male fatto e si scusa con i familiari delle vittime, spiegando che quella di quegli anni “era una guerra”.

L'interrogatorio

Il colloquio con i pm è stato il primo da quando l'ex Pac è stato estradato in Italia. Dopo aver ammesso le sue responsabilità, Battisti ha detto agli inquirenti che “la lotta armata ha impedito lo sviluppo di una rivoluzione culturale, sociale, politica che, nata dal movimento del ’68, sarebbe stata assolutamente positiva e avrebbe portato il paese a un progresso culturale sociale e politico, impedito dal passaggio alla lotta armata”. Al tempo stesso, Battisti ha detto ancora ai pm: “Io parlo delle mie responsabilità, non farò i nomi di nessuno”. In sostanza, spiega il pm Nobili, “non si parla di collaborazione con la giustizia – spiega il pm Nobili – si tratta di importantissime ammissioni, senza chiamare in causa altri protagonisti di quegli eventi”. Inoltre, si conferma che tutto quanto ipotizzato e poi riconosciuto nelle sentenze definitive sui Pac, “i 4 omicidi, i 3 ferimenti e una marea di rapine e furti per autofinanziamento, corrisponde al vero”.

Le parole di Battisti sono state commentate da Adriano Sabbadin, figlio del macellaio Lino, ucciso il 16 febbraio 1979 (lo stesso giorno di Torregiani) a Santa Maria di Sala da un commando dei Pac: “Spero che non ammetta gli omicidi per altri motivi – aggiunge – magari per ottenere una indulgenza dai giudici che non merita”. 

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