Cdm, ok allo stato d'emergenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:45

Via libera del Consiglio dei ministri allo stato di emergenza per Catania e il suo hinterland, colpito alcuni giorni fa da uno sciame sismico che prosegue tuttora. A dare l'annuncio della decisione del Cdm è stato lo stesso premier Giuseppe Conte che, attraverso un tweet, ha spiegato che “il governo ha dato risposta immediata per Catania: deliberato in Consiglio dei ministri lo stato di emergenza e stanziati 10 milioni per le prime attività di soccorso. Siamo vicini, in modo concreto, alle comunità colpite dal terremoto”. Dodici mesi durerà lo stato di emergenza decretato dall'esecutivo e interesserà i territori più colpiti dalla scossa di quasi 5 gradi di magnitudo del 26 dicembre, tra i quali Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Acireale, Milo, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea.

Gli stanziamenti della Protezione civile

Assieme alla deliberazione sullo stato d'emergenza, arriva anche l'ordinanza della Protezione civile per le misure urgenti, con previsione di un contributo massimo di 25 mila euro per la realizzazione degli interventi necessari a ripristinare in tempi rapidi le condizioni di agibilità degli immobili danneggiati non gravemente appartenenti ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata sgomberata. L'ordinanza è arrivata con la firma del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. La notizia è stata accolta favorevolmente dalla commissione, riunita quest'oggi in un vertice al termine del quale è stato dichiarata “piena soddisfazione per la quantità e qualità dei dati illustrati, a dimostrazione dell'efficacia del sistema di monitoraggio del vulcano Etna”.

I provvedimenti

Tra le misure previste, la possibilità di chiedere la sospensione delle rate dei mutui e l'assegnazione di un contributo per l'autonoma sistemazione, che può raggiungere un massimo di 900 euro mensili. Nuclei familiari composti da una sola unità percepiscono 400 euro, quelli composti da due unità 500 euro, 700 euro quelli composti da tre unità, 800 euro quelli composti da quattro unità e 900 euro quelli composti da cinque o più unità. È possibile disporre di ulteriori 200 euro mensili se in famiglia ci sono persone con handicap o con invalidità non inferiore al 67% o persone con più di 65 anni.

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