Cantone: “Caso Consip? Vicenda che fa male all'immagine della magistratura”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:00

“Sul caso Consip ho visto finora molte illazioni e pochi fatti”. Questo il pensiero di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, ospite questa mattina alla trasmissione ‘Circo Massimo’, su Radio Capital. Il capo di Anac è intervenuto ai microfoni radiofonici per una panoramica ampia su alcune delle questioni recenti più impegnative per il nostro Paese, a cominciare proprio dall’inchiesta Consip: “E’ teoricamente possibile che si sia creata una ricostruzione complottistica – ha spiegato il presidente rispondendo alle domande di Massimo Giannini e Jean-Paul Bellotto -.  Io sono laico, rispetto a ipotesi di complotto voglio aspettare. Troppe volte ci siamo aspettati bombe atomiche che invece erano tric-trac. Questa vicenda sta facendo male all’immagine della magistratura, che alla fine pagherà il prezzo più alto”. E, a proposito del pm John Woodcock, il cui nome figura fra gli indagati, ha spiegato che “ha intuito investigativo, lo conosco come persona di grandi capacità. Non complotta e non fa pasticci”.

Cantone: “Immunità parlamentare piena? Un errore”

Ma non solo il caso Consip. Cantone ha parlato anche della recente polemica sullo slittamento in Senato dello Ius soli, bagarre che ha in parte diviso il mondo politico italiano anche se, finora, numerose istituzioni hanno levato la loro voce invocandone l’approvazione: “Anche noi italiani siamo stati un passato un popolo di migranti – ha spiegato il presidente -, penso che la riforma della cittadinanza sia una legge di civiltà per quei bambini che sono nati in Italia e sono considerati cittadini di serie B”. Il capo dell’Anac, si è poi soffermato sull’assoluzione, dopo nove anni, di Clemente Mastella e sul tema del ripristino della piena immunità: “Sarebbe un grave errore,le immunità che ci sono adesso sono giuste e non è opportuno estenderle. I rappresentanti del popolo devono godere il meno possibile di privilegi”.

La corruzione

Infine una battuta sulle attività dell’Anac, tracciando un bilancio di quanto svolto nel corso degli ultimi tre anni, ossia dal momento dell’istituzione dell’Autorità (marzo 2014) a oggi: “Confrontare la corruzione di oggi con quella di Tangentopoli – secondo Cantone – significa dimenticare il passato, un personaggio come Buzzi non lo puoi affiancare a Cusani”. Questo perché, ha concluso, “la corruzione funziona oggi in modo diverso, si ruba in modo diverso, quantitativamente molto meno, non è vero che non è cambiato nulla… Ho avuto dal governo i poteri che mi servivano, ma noi non dobbiamo avere poteri giudiziari, siamo un’autorità amministrativa”.

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