Bersani apre a Grasso: “Sarebbe il leader giusto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:26

Lo strascico delle elezioni siciliane continua ad agitare le acque in casa Pd. Dopo le dichiarazioni di Ettore Rosato che, pur ribadendo la leadership di Renzi, aveva avanzato il nome di Paolo Gentiloni come possibile candidato a Palazzo Chigi, la linea d'azione più o meno condivisa riguarda la possibilità di una coalizione fra le sinistre che, sulla scia dell'esperienza del Centrodestra, garantisca un recupero di credibilità venuta evidentemente a mancare nella tornata elettorale insulare. Parlando di alleanze, elemento piuttosto dibattuto nel corso degli ultimi mesi, è intervenuto anche l'ex segretario dem, Pierluigi Bersani, il quale ha detto la sua sulla bagarre scatenatasi attorno al possibile candidato della sinistra: “Questo dibattito sui candidati premier è solo tatticismo. Con il Rosatellum tutti, anche Brambilla del partito animalista, si possono candidare premier. Con il Pd siamo a una rottura profonda che si risolve solo andando nel profondo”.

Bersani, idea Grasso

Parole che, a quanto pare, palesano ancora più di qualche dubbio sulle possibilità di un blocco fra Pd e il resto della sinistra: “Il tatticismo è solo una tecnica di sopravvivenza. Io chiedo al Pd, parlo con tutti, ma rivendicate ancora le cose fatte, il Jobs Act, la buona scuola?”. Se mai servisse un nuovo leader per la sinistra, a ogni modo, Bersani non si astiene dal fare un nome, quello di Pietro Grasso il quale, secondo l'ex dem, “ha il profilo giusto”. Una visione convergente a quella di Massimo D'Alema: “Se effettivamente Pietro Grasso volesse partecipare a questo sforzo civico e progressista, la sua presenza sarebbe fondamentale”. Poi, l'ex premier precisa: “Noi abbiamo abbandonato il Pd perchè non eravamo d'accordo con le sue scelte politiche. E non abbiamo cambiato idea”. A supporto di tale tesi, D'Alema ha citato le parole del leader di Campo progressista, Giuliano Pisapia, il quale aveva affermato che “la ricostruzione del Centrosinistra richiede una discontinuità di leadership e di contenuti”. Punto di vista al quale l'ex presidente del Consiglio si uniforma, dicendosi “d'accordo con lui”.

Renzi: “Non abbiamo veti”

Nel valzer di nomi indicati come possibili figure-guida della sinistra, si è fatta sentire anche la voce di Matteo Renzi, identificato dai più come in forte debito di consensi ma, non da ora, dettosi disponibile all'alleanza tra il Centrosinistra e gli altri partiti, anche attraverso primarie: “Non abbiamo veti verso nessuno, noi. Ma basta litigi. Se il Pd fa il Pd e smette di litigare al proprio interno possiamo raggiungere, insieme ai nostri compagni di viaggio, la percentuale che abbiamo preso nelle due volte in cui io ho guidato la campagna elettorale: il 40%, raggiunto sia alle Europee che al Referendum”. E su se stesso sentenzia: “Sono mesi che cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno nemmeno stavolta”.

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