Berlusconi non molla: “Forza Italia privata del suo leader. Pronti a tornare sul territorio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:00

Berlusconi non si arrende. L’ex premier sta ancora scontando la condanna per il processo Mediaset in virtù della quale è stato dichiarato decaduto da senatore. L’interdizione dai pubblici uffici impedirà al leader azzurro di candidarsi sino al 2019. In questi mesi Forza Italia ha registrato fratture interne, tra i pretoriani dell’ex Cavaliere e le nuove leve (capitanate da Raffaele Fitto) che chiedono un rinnovamento del partito. Ma Berlusconi non intende cedere e continua a ribadire di essere l’unico capo possibile di una coalizione di centrodestra.

“Forza Italia è stata ingiustissimamente mutilata del suo leader che è fuori dalla possibilità di essere in campo per le nostre battaglie di libertà – ha detto  a “La telefonata di Belpietro” su Canale 5 – Ora è molto vicina la fine di questa impossibilità e il partito ha deciso di tornare sul territorio per portare a conoscenza i problemi e le soluzioni che il governo intende prendere e quali sono le nostre”. Il Patto del Nazareno, stretto con Matteo Renzi lo scorso gennaio e blindato nelle ultime settimane, ha fatto discutere. Ma per il presidente di Fi rientra nello spirito del partito: “Il moncameralismo è una cosa in cui avevamo sempre creduto e se ora lo propone la sinistra non possiamo votare contro. Anche la legge elettorale è una nostra vecchia battaglia, perché i partitini non consentono di avere una maggioranza solida”.

Per incassare l’accordo “Ho messo me stesso e Forza Italia in una posizione difficile da comprendere anche da parte dei nostri elettori. Pur se siamo all’opposizione, ho detto sì a quei miglioramenti alla legge elettorale e all’assetto istituzionale che avevamo realizzato nel 2005 e che la sinistra in passato aveva bocciato per la politica del tanto peggio tanto meglio. Ora che abbiamo la possibilità di fare queste modifiche noi dobbiamo esserci”. Minor sintonia con il governo c’è sulla riforma del lavoro: “Non sono io il pessimista ma tutta la Confindustria – ha spiegato- tutti gli imprenditori. Il Jobs Act ha subito delle modifiche e non dà spinta a nessuno per aumentare il personale”.

 

 

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