Arrestato per estorsione il candidato M5S La Gaipa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:15

Altre ombre si allungano sui candidati alle elezioni siciliane. Dopo il caso che ha visto coinvolto il neoeletto deputato Cateno De Luca, ai domiciliari per evasione fiscale 24 ore dopo la sua elezione, nel mirino delle Forze dell'ordine finisce Fabrizio La Gaipa, 42enne, il cui nome figurava nella lista dei candidati del Movimento 5 stelle per la Provincia di Agrigento: l'imprenditore è stato arrestato dalla Squadra mobile della città con l'accusa di estorsione, lanciata contro di lui a seguito di 6 esposti presentati da alcuni suoi dipendenti due dei quali, stando a quanto spiegato dagli inquirenti, sarebbero stati costretti a firmare buste paga false. Le verifiche degli investigatori, infatti, si sarebbero concentrate sulla regolarità dei contratti di lavoro e sulla rispondenza fra gli emolumenti dichiarati e quelli effettivamente versati ai lavoratori.

La Gaipa, le ipotesi di reato

La Gaipa, in corsa per il Collegio di Agrigento, è risultato il primo fra i non eletti ottenendo 4357 voti, a fronte dei 14mila ottenuti da Matteo Mangiacavallo e dei 5.900 di Giovanni Di Caro. L'imprenditore è proprietario e gestore di un famoso albergo della zona, il “Costazzurra Museum”: le ipotesi di reato riguarderebbero pesanti irregolarità nelle dichiarazioni al fisco denunciate da due dei suoi dipendenti, accuse che, secondo gli inquirenti, avrebbero trovato notevoli riscontri nel corso delle indagini coordinate dalla Procura di Agrigento. L'ex candidato, attualmente, si trova agli arresti domiciliari. Assieme a lui, peraltro, è stato iscritto nel registro degli indagati (nella stessa inchiesta) anche suo fratello, Salvatore, a cui è stato imposto il divieto di dimora in città. Alla campagna elettorale di La Gaipa, nei mesi scorsi, avevano partecipato diversi volti noti dell'establishment M5S, tra i quali il candidato premier Di Maio, Alessandro Di Battista e l'aspirante governatore Giancarlo Cancelleri. Alle spalle, una carriera principalmente incentrata sul settore turistico, essendo peraltro stato a capo del Consorzio turistico Valle dei Templi.

Tra i materiali a disposizione della Procura, ci sarebbero alcune registrazioni fatte dalle vittime nel corso di alcuni colloqui. Anche una terza persona sarebbe stata ascoltata dalla Squadra mobile, facendo ulteriori ammissioni.

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