Appalti Expo, il legale di Sala incontra i vertici della Procura: “Colloquio sereno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:53

E’ stato un colloquio “sereno e proficuo” quello con i vertici della procura milanese, il pg Roberto Alfonso e l’aggiunto Felice Isnardi, che indagano sull’appalto della piastra di Expo, dopo l’informazione di garanzia recapitata a Giuseppe Sala. A parlare è Salvatore Scuto, legale del sindaco di Milano, dopo l’incontro con i giudici. “Abbiamo interloquito in via generale” ha spiegato. Poi alla domanda sul possibile interrogatorio di Sala ha preferito glissare: “Nei prossimi giorni potremo soddisfare tutte le vostre curiosità”.

Auto-sospesosi dopo l’avviso di garanzia Sala ha incassato il sostegno del segretario Pd, Matteo Renzi, suo grande sponsor. “Comprendiamo la sua amarezza – ha detto l’ex premier nel suo intervento alla direzione del Pd – ma abbiamo bisogno che torni a fare ciò che i milanesi gli hanno chiesto di fare”. Adesso però quello che Sala aspetta è di sapere esattamente di cosa è accusato.

La sua domenica è iniziata andando a messa nella chiesa di San Marco. Non ha seguito in diretta l’assemblea del Pd ma ha visto all’ora di pranzo la partita della sua Inter, poi ha incontrato qualche amico che è andato a fargli visita e si è sentito al telefono con la vicesindaco Anna Scavuzzo, alla quale ha passato il testimone, e che aveva incontrato ieri. “L’ho trovato tranquillo, al lavoro – ha spiegato lei in mattinata – molto attento a quello che sta avvenendo in città, per cui sente comunque la responsabilità di seguire le attività di una città che non ha certamente abbandonato”. Una risposta alle critiche che arrivano dall’opposizione con il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che lo ha definito “un bimbo” ripetendo che “Milano non può permettersi di rimanere bloccata per settimane”. E il suo avversario come candidato sindaco, Stefano Parisi, che considera l’autosospensione di Sala “non solo un segno di forte mancanza di rispetto verso i milanesi”, ma anche una sorta di “ricatto verso gli inquirenti”. Teme un eventuale paralisi anche il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, preoccupato per le questioni aperte.

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