Accordo Libia-Italia sull’immigrazione, Gentiloni: “Aperto un nuovo capitolo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:06

“L’accordo con la Libia apre un capitolo nuovo, l’Italia ha fatto la sua parte, ora ci aspettiamo risorse e impegno da parte dell’Unione europea”. Lo ha detto Paolo Gentiloni, arrivando a Valletta dove si svolgerà il vertice sull’immigrazione. “Sappiamo che è dalla Libia che arriva il 90% dei migranti: il fatto che ci sia un accordo che prevede una collaborazione apre un capitolo nuovo cui abbiamo lavorato per mesi – ha proseguito -. Possiamo dire all’Ue che la nostra parte l’abbiamo fatta e ora ci aspettiamo che da parte dell’Europa ci sia un sostegno”.

Secondo il premier si tratta infatti di “una fase che noi in parte possiamo affrontare da soli, con risorse italiane, con la collaborazione delle nostre istituzioni con le autorità libiche, ma servono anche risorse europee e impegni europei. L’accoglienza che questa iniziativa ha avuto mi fa sperare che questo sostegno europeo ci possa essere”.

Diviso in 8 articoli preceduti da un preambolo, il testo, pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio, parte dalla consapevolezza della “sensibilità dell’attuale fase di transizione in Libia” e “necessità di continuare a sostenere gli sforzi miranti alla riconciliazione nazionale”, del “forte legame di amicizia fra i due popoli” come “base per affrontare i problemi derivanti dai continui elevati flussi di migranti clandestini”, nel quadro del Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione italo-libico firmato, ai tempi di Muammar Gheddafi, nel 2008.

Nel preambolo si fa riferimento alla “predisposizione di campi di accoglienza in Libia, sotto l’esclusivo controllo del Ministero dell’Interno” in attesa di rimpatriare i migranti nei Paesi d’origine “lavorando al tempo stesso affinché questi Paesi accettino i propri cittadini. Quanto ai punti, le due parti s’impegnano a sostenere “le istituzioni di sicurezza e militari, in sintonia con il Trattato”. L’Italia fornisce “sostegno e finanziamento a programmi di crescita nelle regioni colpite in vari settori economici e infrastrutturali”. E s’impegna a fornire “supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta all’immigrazione clandestina e che sono rappresentati dalla guardia di frontiera e dalla guardia costiera” libici.

Nell’articolo 2 l’impegno delle parti prevede il “completamento del sistema di controllo dei confini terrestri del sud della Libia, secondo quanto previsto dall’art. 19 del Trattato” del 2008. Si fa quindi riferimento allo “adeguamento e finanziamento dei centri di accoglienza già attivi (…) usufruendo di finanziamenti disponibili da parte italiana e (…) dell’Unione Europea”. La parte italiana contribuisce anche con la fornitura di medicinali e attrezzature mediche per i centri sanitari di accoglienza. Si menziona inoltre l’impegno alla “formazione del personale libico” nei centri.

Infine, entro tre mesi da oggi, l’impegno a creare una “visione di cooperazione euro-africana più completa e ampia, per eliminare le cause dell’immigrazione clandestina, al fine di sostenere i Paesi d’origine”. Le due parti formeranno infine un “comitato misto” per verificare i risultati. L’Italia, si legge all’art.4, ” provvede al finanziamento delle iniziative menzionate in questo Memorandum o di quelle proposte dal comitato misto indicato nell’articolo precedente senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato italiano rispetto agli stanziamenti già previsti, nonché avvalendosi di fondi disponibili dall’Unione Europea”.

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