A rischio 40 mila interventi chirurgici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:18

Quarantamila interventi chirurgici e migliaia di visite rischiano di saltare per lo sciopero di 24 ore che porterà 134 mila tra medici, veterinari e dirigenti del Servizio sanitario nazionale a scioperare. Una protesta che registra la solidarietà del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Sono assolutamente al fianco dei medici italiani”, ha affermato Lorenzin sottolineando che “ci sono due problemi: uno è quello dello sblocco del turnover che credo abbiamo seriamente contribuito a risolvere poichè con i piani ospedalieri presentati dalle Regioni abbiamo dato il via a migliaia di assunzioni nuove; poi c'è tutto il tema del rinnovo del contratto che non è un tema che gestisce il ministero della Salute, ma io spero che riusciremo comunque a dare una mano per sostenere la buona causa dei medici ospedalieri in primis”.

Manovra nel mirino

Al centro della protesta c'è, infatti, la legge di bilancio, da cui ci si aspettava una attenzione maggiore per il settore, a partire proprio dai fondi per finanziare i rinnovi dei contratti ma a conti fatti, secondo il sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, “mancano almeno 600 milioni al comparto”. Altra denuncia è quella relativa alla diminuzione del personale, con una riduzione dei medici pari a 9mila unità dal 2010, cui sono da aggiungere 50mila unità per il resto del personale.

Agitazione

La Sanità, afferma il sindacato, “chiude un giorno per non chiudere per sempre” e chiede al governo una “inversione di rotta“. “Adesso tocca a noi!” è lo slogan dello sciopero, rilanciato dalla Fp Cgil, che punta il dito “contro le fallimentari scelte politiche del governo sul sistema sanitario nazionale e contro una legge di Bilancio che interviene prevalentemente attraverso bonus, ma manca un reale finanziamento per la ristrutturazione di politiche di welfare, e la sanità, in tutto questo, è la grande esclusa“. Protestano anche gli anestesisti rianimatori, ricordando che in Italia c'è una carenza di 4.000 anestesisti, con conseguenze evidenti: “i giovani medici in formazione sono sfruttati al posto degli specialisti e gli stessi specialisti sono costretti a condizioni di lavoro massacranti“. Proprio per evitare il ricorso agli specializzandi in questa occasione, l'Aaroi annuncia di aver inviato una segnalazione al Ministro della Salute e al Comando dei Carabinieri Nas sull'eventuale utilizzo improprio dei medici in formazione nella giornata di sciopero.

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