In Italia il parco auto circolante più vecchio d’Europa

Lo evidenzia Unrae in audizione sul Recovery Plan presso la Commissione Attività produttive della Camera.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:12

Come se non bastasse la difficoltà della pandemia, un’altra cattiva notizia arriva oggi per l’Italia: il parco dei mezzi circolanti italiano è, infatti “insicuro, vetusto e inquinante”. Lo ha messo in evidenza l’Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), in audizione sul Recovery Plan presso la Commissione Attività produttive della Camera.

I numeri

Nel nostro Paese circolano oltre 11 milioni di autovetture ante Euro 4, pari al 29,3%. Con un’età media di 11,5 anni, rilevata nel 2019, si tratta di un parco tra i più vecchi d’Europa. Il problema appare di non facile risoluzione, dato l’impoverimento generale del Paese causato dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria che abbasserà di gran lunga il potere d’acquisto (e di indebitamento) dei cittadini.

Le proposte

Per svecchiare il parco auto in circolazione e promuovere anche il rispetto dell’ambiente, con tecnologie più adeguate, l’Unrae mette in campo diverse proposte. Tra queste:

  • stimolare la mobilità green, rendendo anche strutturale l’Ecobonus;
  • realizzare infrastrutture di rifornimento per i veicoli di nuova generazione;
  • rafforzare la competitività delle imprese italiane.

“Unrae – ha spiegato il presidente Michele Crisci – condivide gli obiettivi di shift modale, verso la mobilità dolce, su ferro e via acqua, ma la mobilità in Italia non può prescindere dal trasporto su gomma e dalla transizione green dell’intero settore automotive”. “Riteniamo apprezzabili – ha proseguito – gli investimenti previsti dal Pnrr per la digitalizzazione e la connettività delle infrastrutture stradali, a beneficio di efficienza dei trasporti e sicurezza della circolazione”, raccomandando però la massima attenzione al sistema veicolare.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.