I martiri del XXI secolo: all’Augustinianum il convegno sulla “santità della porta accanto”

All'Università Augustinianum un incontro per riflettere sulle tante forme del martirio contemporaneo nel solco di Wojtyła e Papa Francesco

a sinistra, la locandina del convegno della commissione. Foto Dicastero Cause dei Santi. A destra, mons. Fabio Fabene, card. Marcello Semeraro, prof Andrea Riccardi. Foto Francesco Vitale

Il XXI secolo non ha chiuso la stagione dei martiti: si attesta, al contrario, come una nuova epoca segnata dal sacrificio di uomini e donne che continuano a versare il sangue per confessare Cristo e testimoniare il Vangelo. È con questa forte consapevolezza spirituale e storica che si è svolta presso la Sala Stampa della Santa Sede, la conferenza stampa di presentazione del Convegno internazionale “Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?”, che si terrà a Roma, presso l’Istituto Patristico Augustinianum, il prossimo 15 settembre. All’incontro con i giornalisti sono intervenuti il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, S. E. Mons. Fabio Fabene, Segretario e Presidente della Commissione Nuovi Martiri – Testimoni della Fede, e il Prof. Andrea Riccardi, Vicepresidente della medesima Commissione. L’appuntamento scientifico e pastorale del 15 settembre sarà seguito, il giorno successivo, da una udienza speciale che il Papa Leone XIV concederà a tutti i partecipanti.

Card. Marcello Semeraro: “Dai martiri la misura alta della vita cristiana”

Nel suo intervento, il Cardinale Marcello Semeraro ha ripercorso la natura istituzionale e la genesi della Commissione, voluta stabilmente al fianco del Dicastero da Papa Francesco, sottolineando come l’elaborazione di un Catalogo dei nuovi testimoni della fede esprima un triplice valore per la Chiesa: “La grazia della santità nella Chiesa – ha detto – è significata, ma non esaurita dalle canonizzazioni. Ciò che con questa iniziativa s’intende evidenziare è la “misura alta della vita cristiana ordinaria” indicata da Giovanni Paolo II nella Novo Millennio Ineunte e la santità “della porta accanto” richiamata da Papa Francesco in Gaudete et Exsultate. C’è poi un insostituibile valore antropologico: citando Benedetto XVI nella Spe Salvi, la capacità di soffrire per amore della verità è la vera misura dell’umanità. Abbiamo bisogno di testimoni per imparare a preferire, anche nelle piccole scelte quotidiane, il bene alla comodità. Infine, vi è un valore ecumenico imprescindibile: come ricordava Wojtyła nell’enciclica Ut Unum Sint, noi cristiani abbiamo già un Martirologio comune a un livello profondo, dove Dio mantiene la comunione nell’esigenza suprema della fede”.

Mons. Fabio Fabene: “dati in continua evoluzione”

Illustrando la struttura e la genesi dei lavori del Convegno, S. E. Mons. Fabio Fabene ha evidenziato la coralità delle risposte giunte dalle diverse realtà ecclesiali per la composizione del catalogo: “La Commissione ha voluto organizzare questo momento di studio per analizzare e presentare i tratti specifici che caratterizzano il fenomeno del martirio contemporaneo. Le segnalazioni di martiri giungono continuamente dalle Conferenze Episcopali locali, dai movimenti, dalle associazioni laicali, dalle congregazioni religiose, ma sono anche frutto di una ricerca diretta condotta sulla base delle notizie di agenzia, come quelle dell’Agenzia Fides. Le cifre e i nomi sono in continua evoluzione, poiché il nostro lavoro di raccolta e verifica non si ferma”.

Prof. Andrea Riccardi: “La radice della coscienza della Chiesa”

Il Prof. Andrea Riccardi ha rievocato l’intuizione profetica di Giovanni Paolo II durante il Giubileo del 2000, ricollegandola al lavoro intrapreso per l’imminente appuntamento: “Si deve tanto a Giovanni Paolo II per questa iniziativa. Egli si è sentito compagno di martiri e testimone del martirio. Nei suoi discorsi si chiedeva spesso: “Perché io sono scampato e ho continuato a vivere? Sono scampato per testimoniare tanto dolore e tanta grazia”. Da lì nacque la celebrazione dei martiri del Novecento. Oggi ci chiediamo se questo sia ancora un tempo di martirio e la risposta è sì: questo è un nuovo secolo del martirio. Papa Francesco lo ha intuito con lucidità volendo una nuova Commissione in vista del Giubileo. Non proporremo un convegno accademico o puramente scientifico, ma un momento d’analisi che si radica profondamente nella coscienza della Chiesa per riflettere sui tanti e diversi volti del martirio nel XXI secolo”.

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