Gaza, la speranza-Prevost

L'impegno di pace di Papa Leone XIV: le aspettative nella Striscia

L’appello di Leone XIV non è generico: è nomi, ferite, urgenze. Parla dell’Ucraina e della “sofferenza dell’amato popolo ucraino”; della Striscia di Gaza, con parole durissime e umane insieme: “Cessi immediatamente il fuoco, siano liberati tutti gli ostaggi”. Tante le speranze suscitate. “Ci aspettiamo molto anche dal nuovo Papa, Leone XIV. Può fare tanto, la sua voce e il suo intervento possono avere un effetto molto forte sui governi di tutto il mondo per influire sul loro comportamento con passi concreti e intanto mettere fine alla guerra e ai bombardamenti. Potrebbe essere un primo passo, gli altri seguiranno dopo la fine della guerra. Lo stesso credo dovrebbero fare le istituzioni, a partire dall’Unione europea. Così come dai governi e dai colleghi giornalisti di tutto il mondo, per esprimere vera solidarietà ai giornalisti diventati bersaglio a Gaza”. Sono parole del giornalista palestinese Wael Al-Dahdouh, per tutti diventato Al Jabal, la “montagna”.

speranza
Gaza. Foto: ACS Italia

Speranza per Gaza

La sua capacità di resistenza nella missione quotidiana per raccontare quello che succede nella Striscia, dov’è capo dell’ufficio di corrispondenza di Al Jazeera, gli è costato la perdita di 14 stretti congiunti, fra i quali la moglie e tre figli. Lui stesso, ferito, è stato evacuato nelle ultime settimane da Gaza per potersi curare. A Udine Wael Al-Dahdouh, Press Freedom Award 2024, ha ricevuto il Premio Terzani 2025 nell’ambito del festival Vicino/lontano, insieme al collega Safwat al Khalout, “Colomba d’oro per la pace” 2024, che dal 2010 è impegnato per Al Jazeera prima come producer, poi come giornalista a Gaza. Un riconoscimento che la Giuria del Premio Terzani, presieduta da Angela Terzani Staude, ha quest’anno deciso di conferire alle giornaliste e ai giornalisti uccisi a Gaza, il cui numero è salito a 214. Per onorare la loro professione, quella che Wael Al-Dahdouh definisce una “missione nobile e umanitaria estremamente importante, perché far arrivare il resoconto dei fatti a milioni di persone in tutto il mondo è essenziale“. Per il giornalista palestinese, “una grande sfida morale si pone oggi all’Unione europea, nel nome dei suoi valori di civilta’: tutto accade in presa diretta davanti agli occhi dei cittadini del mondo, delle istituzioni, dei governi. Talvolta le guerre e gli eventi possono presentare qualche margine di ambiguità. Ma quello che sta accadendo ai 2.400.000 cittadini di Gaza, stretti in 370 kmq e senza aiuti umanitari da 70 giorni, passa davanti agli occhi di tutti“.

speranza
Foto di Jonny Gios su Unsplash

A ogni latitudine

“Siamo felici del Premio Terzani – ha continuato – e così dei riconoscimenti che arrivano a tante latitudini del mondo. Crediamo che il premio più grande sia arrivare alla fine dell’uccisione dei giornalisti e di tutti i cittadini a Gaza. L’Unione europea dovrebbe guardare quello che accade a Gaza in questo grande silenzio con due occhi, e due orecchie, non solo con un occhio e un orecchio, e dovrebbe farlo ascoltando le voci delle persone reali, le vittime di questa guerra che pagano un prezzo altissimo. Dalla Ue ci aspettiamo un passo preciso, proprio perche’ l’Unione europea e’ importante per il mondo ed è legata ai diritti umani, ai valori. Ma dove sono oggi i valori in tutto questo silenzio? Oltre 20mila persone hanno perso la vita praticamente in diretta e decine di medici sono stati uccisi mentre svolgevano il loro lavoro negli ospedali”. I due giornalisti denunciano che “viene usata anche l’arma della carestia contro la popolazione di Gaza. Una guerra senza precedenti per il target delle vittime e che non è diretta solo contro le istituzioni islamiche ma anche contro i simboli del cristianesimo a Gaza, contro gli ospedali, contro le scuole dove la gente sfollata cerca rifugio e un tetto. Quanto a noi giornalisti, stiamo pagando un prezzo tragico e senza precedenti per il nostro ruolo: non siamo parte del combattimento, siamo vittime – uccisi, feriti, arrestati – solo perché svolgiamo il ruolo umanitario dell’informazione”.

speranza
Foto di Mohammed Ibrahim su Unsplash

L’indifferenza uccide

“Siamo stati felici – ha aggiunto Safwat Al-Khalout – della solidarietà europea allo scoppio della guerra in Ucraina, era il segno del valore dei diritti umani alla base dell’Unione Europea. Ma da quando è scoppiata la guerra a Gaza, questi stessi valori sembrano congelati, nessun passo serio e’ stato fatto per noi e viene armato l’esercito che uccide i nostri bambini. L’indifferenza uccide come i razzi“. Come sottolineato da Angela Terzani Staude e dalla Giuria del Premio Terzani, “mai, nella storia, il tributo pagato dal giornalismo è stato cosi’ pesante. Giornalisti, fotoreporter e operatori della comunicazione a Gaza scontano ogni giorno con la loro vita, e spesso anche con quella dei loro cari, l’impegno di testimoniare i fatti dall’interno e impedire una narrazione unilaterale e controllata”

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: