Una seconda opportunità per i detenuti. La plastica che diventa arte e la sostenibilità che incontra il riscatto personale. E’ lo spirito di Redivivus, il progetto che vede protagonisti i giovani degli istituti penali per minorenni e degli Uffici di servizio sociale per i Minorenni di Palermo, Catania, Acireale e Caltanissetta, autori di 19 opere realizzate con bottiglie in Pet (polietilene tereftalato) riciclate. Promossa da Corepla, con il patrocinio del ministero della Giustizia e a cura di Mani&Mente di Romina Scamardi, l’iniziativa intreccia arte, sostenibilità e inclusione sociale. Offrendo ai ragazzi coinvolti la possibilità di trasformare materiali di scarto in strumenti di espressione e consapevolezza. “L’educazione alla sostenibilità è una parte fondamentale della nostra missione – spiega Giovanni Cassuti, presidente di Corepla-. Crediamo che il riciclo non sia solo un gesto ambientale, ma anche culturale e sociale. Significa riconoscere potenzialità dove altri vedono solo scarto“.

Obiettivo
Il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di detenuti della provincia di Potenza ai quali sia rimasta da scontare una pena non superiore ai quattro anni è l’obiettivo del progetto quadriennale – finanziato in Basilicata dal bando “Evado a lavorare”-“Stra.d.e.”, sostenuto dalla Fondazione “Con il sud” e che ha come capofila la cooperativa sociale Filef del capoluogo lucano. Saranno previsti tirocini di inclusione sociale e percorsi di orientamento e rafforzamento delle competenze – è stato detto durante la presentazione che si è tenuta stamani a Potenza – attraverso una rete di soggetti pubblici e privati (tra essi anche il comune di Potenza, le case circondariali di Potenza e Melfi, l’Istituto penale per minorenni, il Tribunale di sorveglianza, l’Ufficio sociale per i minorenni e l’Ufficio distrettuale esecuzione penale esterna di Potenza). Il ruolo centrale spetterà alle strutture penitenziarie che, tramite i cosiddetti punti di accesso, segnaleranno i detenuti da coinvolgere che saranno i protagonisti di progetti personalizzati realizzati da un’equipe multidisciplinare che si occuperà di famiglia, salute, housing sociale, assistenza domiciliare in modo da “accompagnare i detenuti a un recupero educativo e lavorativo”, come ha spiegato il responsabile del progetto, Antonio Sanfrancesco.

Opportunità per i detenuti
“E’ un’opportunità per i detenuti -sottolinea il dirigente Ufficio detenuti e trattamento Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria Puglia e Basilicata, Michele Mirgaldi – che possono vivere la loro esperienza detentiva lavorando, riducendo il rischio di recidiva una volta che hanno scontato la pena. Esperienze come queste sono particolarmente diffuse al Nord Italia, ed il fatto che una cooperativa del Sud sia riuscita a presentare un simile progetto sarà sicuramente un punto di forza per l’intera amministrazione penitenziaria”. Intanto la Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Abruzzo, Monia Scalera, ha partecipato all’evento nazionale “Garanti.1997-2025”, promosso da Antigone, che si è svolto a Roma nella Sala Ilaria Alpi. Nel corso del suo intervento, la Garante ha rappresentato ai colleghi presenti le principali problematiche riscontrate negli istituti penitenziari abruzzesi. Offrendo un quadro puntuale delle criticità strutturali, organizzative e sociali che caratterizzano il territorio regionale.

Proposte
Monia Scalera ha, inoltre, avanzato proposte operative e iniziative mirate a migliorare la tutela dei diritti delle persone detenute, con particolare attenzione ai temi della salute, del trattamento, delle attività trattamentali e del reinserimento sociale. Ha ribadito, inoltre, la necessità di un’azione coordinata tra istituzioni, Garanti territoriali e società civile, al fine di promuovere interventi concreti e condivisi. La partecipazione all’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto e di rafforzamento della rete nazionale dei Garanti, nella prospettiva di un impegno comune volto a garantire condizioni detentive più dignitose e il pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona. – Intanto nel Lazio è stato pubblicato un avviso di particolare rilievo sociale. Collaborando con gli enti del terzo settore, la Regione intende sviluppare progetti sperimentali per il recupero e il reinserimento sociale di persone detenute o sottoposte a misure di comunità. “Con particolare attenzione all’assistenza sanitaria e psichiatrica, al recupero di tossicodipendenti, all’inclusione sociale e lavorativa e al sostegno all’integrazione per stranieri”, precisa Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale e ai servizi alla persona della Regione Lazio.

