Zona cuscinetto nel Golan: per Israele non basta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:11

C'è delusione da parte di Israele per le intese russo-americane-giordane relative alla costituzione in Siria a ridosso del Golan di una “zona cuscinetto” (“de-escalation zone”) che reputa insufficiente a garantire la propria sicurezza. ''In fin dei conti non siamo entusiasti di quell'accordo'' ha ammesso alla radio militare il ministro per la cooperazione regionale Zahi Hangebi (Likud). ''Gli americani avrebbero potuto fare di più'', per venire incontro alle esigenze di sicurezza israeliane. Hanegbi ha aggiunto che Tel Aviv vede con favore l'espressione del concetto che tutte le forze straniere dovranno lasciare la Siria; ma i tempi e le modalità, ha osservato, non sono stati ancora definiti. ''Noi – ha precisato, riferendosi alle forze iraniane e agli Hezbollah libanesi – non siamo disposti ad accettare che la Siria diventi una rampa di lancio per attacchi contro di noi''. ''In ogni modo sappiamo come difenderci'' ha aggiunto.

Secondo Haaretz, nel settembre scorso Israele ha chiesto a Usa e Russia di provvedere a tenere le forze iraniane e le milizie sciite alleate ad una distanza di 50-60 chilometri dalle linee israeliane sul Golan. Secondo le nuove intese sara' invece consentito loro di prendere posizione a 20 chilometri dalle postazioni israeliane. In alcuni tratti, secondo il giornale, potranno avvicinarsi fino a cinque chilometri.

L'obiettivo dell'intesa Usa-Russia-Giordania – che riguarda l'area a Sud della città siriana di Quneitra – è di garantire che cessino tutti i combattimenti e che da essa escano le milizie delle varie fazioni. Secondo l'emittente israeliana Canale 10, anche se l'Iran e gli Hezbollah libanesi non sono menzionati esplicitamente, l'accordo dovrebbe impedire (come richiede Israele) che milizie sciite siano dislocate a ridosso delle posizioni israeliane sul Golan. Tuttavia, secondo l'emittente, ancora non è stata stabilita la profondità della “zona cuscinetto”, né si conoscono i tempi della sua realizzazione.

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