Vulcano in Giappone, tremori e maltempo bloccano i soccorsi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:18

Maltempo e attività vulcanica, unita “a tremori di crescente entità”, frenano i soccorsi di recupero dei dispersi sull’Ontake, il vulcano nel Giappone centrale svegliatosi sabato scorso sorprendendo quasi 300 escursionisti. L’Agenzia meteorologica giapponese ha messo in guardia dal rischio di ulteriori attività dopo aver definito l’eruzione iniziale di “modesta entità”. Circa 850 agenti di polizia, vigili del fuoco e militari delle Forze di Auto-difesa hanno sospeso per oggi le ricerche. Sono 12 le vittime ufficiali anche se il numero è destinato a salire considerando i 24 escursionisti “in arresto cardiaco e respiratorio” mentre è ancora incerto il numero dei dispersi.

La tragedia è avvenuta sabato scorso quando l’Ontake, una delle tappe naturalistiche più popolari del Giappone con l’unicità dei cinque laghi vulcanici a ridosso del cratere, si è risvegliato improvvisamente eruttando zolfo e cenere sui turisti presenti. Decine di persone sono rimaste ferite sulle pendici del vulcano che, con i suoi 3.000 metri, è il secondo più alto del Giappone dopo il Fuji-san. Dal cratere si è stagliato un pennacchio di fumo andato oltre i 10.000 metri. A tre giorni dall’eruzione, lo spettacolo che si presenta ai soccorritori è a dir poco spettrale: quasi mezzo metro di cenere copre, come una fitta coltre grigia, l’intero crinale e la valle sottostante rendendo impossibili i soccorsi.

Gli esperti dell’Agenzia meteorologica giapponese, riunitosi d’urgenza, hanno concluso che quella di sabato è stata “un’esplosione idrovulcanica” dovuta all’alta pressione del vapore acqueo generato dal riscaldamento della falda per il calore del magma. “Fenomeni improvvisi e difficili da prevedere” hanno dichiarato in conferenza stampa. I dati rilevati a metà settembre hanno mostrato tracce di “terremoti vulcanici” nella zona, ma con evidenze minori anche rispetto a quelle che hanno preceduto l’ultima eruzione del 2007. Tutto ciò potrebbe scagionare l’Agenzia da responsabilità dirette sul mancato allarme.

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