Venezuela: blitz di militari in una base, “siamo in legittima ribellione”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:02

Situazione sempre più tesa in Venezuela, dove un gruppo di militari ha tentato di attaccare Forte Paracamay, a Valencia. A denunciare l’accaduto è stato un funzionario del governo, parlando di un “attacco terroristico” contro una base e riferendo che numerose persone sono state arrestate. “All’alba terroristi sono entrati nel Forte Paramacay, a Valencia. Diversi terroristi sono stati arrestati”, ha sottolineato via twitter il numero due del “chavismo”, Diosdado Cabello, precisando così che l’attacco “contro le forze armate bolivariane” è avvenuto nella capitale dello stato di Carabobo. Media dell’opposizione riferiscono che il gruppo di militari guidato dal capitano Juan Caguaripano ha chiamato alla rivolta contro il governo, sottolineando che l’azione non è un colpo di Stato ma punta a ristabilire l’ordine costituzionale.

“Ci dichiariamo in legittima ribellione, più che mai uniti al coraggioso popolo del Venezuela, per disconoscere la tirannia assassina di Nicolas Maduro“, avevano dichiarato gli uomini di Caguaripano. L’obiettivo “dell’azione civica e militare”  è “salvare il Paese dalla distruzione totale per porre fine alle uccisioni dei nostri giovani e dei nostri familiari”. Nell’aprile del 2014 lo stesso Caguaripano aveva diffuso un video nel quale denunciava che i militari del paese “non possono diventare il braccio armato di un determinato partito politico”, chiamando i “compagni d’armi” alla rivolta. Gli uomini che hanno preso parte all’azione, definita da Caguaripano “operazione David Carabobo“, riconoscono l’Assemblea Costituente voluta da Maduro. Allo stesso tempo, precisano, chiedono che venga riconosciuta la volontà del popolo di “liberarsi dalla tirannia” e di rispettare “la memoria” delle vittime delle proteste di questi ultimi mesi. “Abbiamo bisogno di politici onesti”, precisa Caguaripano, che chiede inoltre “un governo di transizione e libere elezioni”.

Le autorità venezuelane hanno riferito di aver represso la rivolta. Sette militari sono stati arrestati. A seguito dell’azione del gruppo di soldati, le autorità hanno “attivato piani di difesa e dispiegato truppe, in modo da garantire la sicurezza interna”, ha affermato il Cabello.

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