VAROUFAKIS ANNUNCIA LA NASCITA DI UN NUOVO PARTITO: “SYRIZA NON ESISTE PIU'”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:45

“Il vero amore e la vera amicizia sono sopravvissuti. I falsi evaporati. Fare il ministro è stato un dovere da sopportare fino a che eravamo guidati da un principio. Piuttosto mi spiace per i miei successori che devono gestire l’orribile sconfitta”. Così Yanis Varoufakis ha descritto la sua esperienza come ministro dell’economia della Grecia, quando ancora Alexis Tsipras era primo ministro e prima delle sue dimissioni.

Ma aver lasciato il suo ruolo non equivale alla volontà di abbandonare il mondo della politica. Infatti molto “ci sarà il lancio ufficiale e una sinistra pan europea capace di offrire una politica alternativa all’austerità vedrà la luce”. Insomma Varoufakis ha annunciato la nascita di un nuovo schieramento politico che secondo lui, salverà l’Europa dal baratro economico, sociale e politico, verso cui si sta dirigendo.

“Presto ci sarà un annuncio ufficiale. Il partito Syriza che ho servito non esiste più. Si è smembrato per la nostra capitolazione. Non volendo unirmi a ciò che è emerso dalla frattura, ho guardato là dove anche il problema greco può trovare una soluzione: l’Europa”. E argomenta: “La Grecia è affondata, ma è l’intera democrazia europea ad essere ferita a morte. A meno che gli europei non capiscano che la loro economia è diretta da pseudo tecnocrati non eletti e non punibili, gente che sta commettendo un errore dopo l’altro, la democrazia continentale rimarrà l’ombra di quello che pensiamo che sia”.

Eppure Varoufakis ha sempre creduto nell’euro e nell’Europa. “Sto lottando con me stesso per continuare a farlo. Aristotele definiva la democrazia come il sistema nel quale governano i poveri, che sono sempre la maggioranza. In questo senso, la sinistra è la custode della democrazia quando non si piega ai pochi potenti che controllano le risorse materiali. Una semplice dose di democrazia liberale nell’Eurogruppo mi sembrerebbe un buon inizio per italiani, greci, spagnoli e tedeschi”.

“Alexis Tsipras ed io siamo stati in disaccordo perché lui pensava che il nuovo Memorandum fosse l’unica alternativa al piano Schauble di cacciare la Grecia dall’Eurozona. Tsipras venne minacciato di un’espulsione così violenta che la parte debole della popolazione avrebbe sofferto in modo indicibile. Quindi capisco come e perché Tsipras è arrivato a scegliere il Memorandum. Ma non sono d’accordo”. Preferiva fallire con onore? “Il referendum ci ha dato il 62% di appoggio per cercare un accordo onesto, senza cedere. Così avevo letto io il voto. Tsipras l’ha capito diversamente”.

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