Ucraina, Zelensky negli Usa

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Donald Trump ha invitato il nuovo presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky a visitare gli Stati Uniti. L'invito formale del capo della Casa Bianca è stato inviato per posta il 30 maggio.”Desidero ringraziare gli Stati Uniti per il costante sostegno all'integrità territoriale dell'Ucraina”, afferma Zelensky in una dichiarazione ufficiale. Durante la campagna elettorale Zelensky ha sostenuto l'apertura di un dialogo con il Cremlino per porre fine allo spargimento di sangue nel Donbass e ottenere il rilascio di tutti i prigionieri di guerra, considerate priorità del del suo mandato. Il neo presidente – un ex comico che ha battuto con un notevole distacco il capo di Stato uscente Petro Poroshenko – ha fatto sapere di voler riprendere le consultazioni per la composizione del conflitto nel formato Normandia (Ucraina, Russia, Germania e Francia).

La mediazione europea con Putin

Francia e Germania vogliono far ripartire il processo di pace per l'Ucraina orientale e riaprire il dialogo in proposito con la Russia. E' questo il messaggio della missione a Kiev dei ministri degli Esteri francese, Jean Yves Le Drian, e tedesco, Heiko Maas. “Abbiamo avuto una discussione eccezionalmente buona”, ha affermato il capo della diplomazia tedesca, dopo l'incontro con il neo presidente ucraino President Volodymyr Zelensky. Maas ha sottolineato che proseguiranno gli sforzi di mediazioni franco-tedeschi. “Dopo questa discussione, sono dell'opinione che questo sia possibile”, ha rimarcato. Nel suo discorso di insediamento della settimana scorsa, Zelensky ha posto fra le sue priorità la soluzione del confitto con i separatisti filo russi in Ucraina orientale, che ha già provocato 13mila morti. Prima visita in Germania, intanto, in qualità di segretario di stato per Mike Pompeo che avrà incontri con la cancelliera Angela Merkel e il ministro degli Esteri Heiko Maas. La visita di Pompeo a Berlino era stata cancellata per “motivi urgenti” relativi alle tensioni con l'Iran all'inizio di maggio, quando il segretario di stato americano effettuò una missione non prevista in Iraq. E la questione iraniana non mancherà di essere in agenda dei colloqui durante i quali verranno affrontati anche i temi della crisi siriana, del conflitto israelo-palestinese, della situazione in Russia, della crisi ucraina. C’è anche un risvolto religioso nella delicata partita tra oriente e occidente. Sull'invito del 5-6 luglio alla Chiesa greco-cattolica ucraina in Vaticano, un alto funzionario ha precisato nei giorni scorsi all’Ansa: “La Santa Sede non entra negli affari religiosi degli ortodossi, questo sia ben chiaro. Inevitabilmente la situazione in Ucraina e la dimensione religiosa che ha preso hanno fatto sorgere domande su quanto sarebbe giusto avere maggiore chiarezza da parte della comunità cattolica”. Nei giorni scorsi la Rada, il Parlamento ucraino non ha accettato le dimissioni del primo ministro Vladimir Groysman. La nota di dimissioni del premier è stata infatti sostenuta da 97 deputati mentre il numero minimo necessario per essere approvata era di 226. Pertanto il governo continuerà ad adempiere ai propri obblighi nel pieno delle sue funzioni fino alle elezioni parlamentari, previste per il 21 luglio

La tela diplomatica russa

La Russia “è interessata e pronta a un dialogo” con l'Ucraina “ma senza alcuna precondizione”, ha affermato la presidente del Consiglio della Federazione russa, Valentina Matvienko nel primo commento in arrivo da Mosca alle aperture per un cambio di passo nei negoziati del nuovo presidente ucraino Volodymir Zelensky. “Contano i fatti, aspettiamo per vedere cosa sarà fatto”, ha aggiunto, riservandosi dal commentare le prime azioni di Zelensky come presidente, escluso per lo scioglimento del Parlamento -entrato in vigore con la pubblicazione del decreto sulla gazzetta ufficiale- “decisione giustificata perché votando per lui, gli ucraini hanno segnalato di volere un cambiamento, nuove autorità, nuove facce”. Zelensky nel frattempo ha anticipato la possibilità di commissionare un sondaggio fra gli ucraini, non vincolante, per raccogliere indicazioni su come procedere per negoziare con la Russia sul Donbass (proprio come ha appena fatto Putin per risolvere la controversa questione della costruzione di una chiesa ortodossa nel centro di Ekaterinburg). “Abbiamo bisogno di ascoltare ognuno”, ha affermato incontrando volontari che hanno combattuto nell'est.

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