Ucraina: Yatsenyuk è di nuovo premier, il blocco antirusso lo elegge a maggioranza

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Arseniy Yatsenyuk è ufficialmente il primo ministro ucraino: la coalizione formata da cinque partiti del blocco antirusso e riunito sotto l’insegna di “European Ucraina”, lo ha nominato oggi, durante la prima seduta del nuovo Parlamento. Già premier ad interim dal 26 febbraio 2014, Yatsenyuk ha ricevuto l’approvazione del Capo di Stato, Petro Poroshenko, come vuole la Costituzione del Paese.

Il quadro uscito dalle ultime elezioni era frammentario: il blocco sostenuto da Poroshenko ha ottenuto la maggioranza relativa, con 136 seggi, mentre il Fronte popolare ne ha guadagnati 82 e il partito Sapomomich 32. Il partito radicale, il movimento Batkivshchyna e il Blocco di opposizione sono presenti nel nuovo Parlamento, rispettivamente, con 22, 17 e 27 seggi. Il 21 novembre scorso, i capi dei primi cinque partiti hanno trovato un accordo di coalizione denominata “European Ucraina”, ovvero antirussa, designando l’uscente Yatsneyuk.

“Abbiamo nelle nostre mani una missione storica – ha affermato il premier dopo la designazione ufficiale – quella di preservare il nostro Stato e di difendere la nostra indipendenza”. Inoltre, ha proseguito, “il paese è in guerra: l’invasione militare russa altro non è che un attentato alla nostra integrità territoriale e alla nostra indipendenza, un tentativo di destrutturare l’Ucraina. Il 2015 sarà ancora più difficile del 2014. Mettiamoci al lavoro”. Il premier ha anche assicurato che s’impegnerà a concludere tutti gli accordi necessari per l’ingresso nella Nato e nella Unione Europea.

Nel frattempo, è esploso il caso della telefonata fra Putin e Poroshenko: secondo i media internazionali, i due avrebbero avuto una conversazione sul conflitto nel sud est del Paese. Il contenuto della conversazione però differisce secondo il punto di vista che lo racconta: secondo la stampa ucraina il leader russo avrebbe lanciato un ultimatum al collega ucraino sull’indipendenza per le regioni filorusse del Donbass e la rinuncia all’adesione alla Nato e all’Ue. Se Poroshenko non dovesse accettare, la Russia procederà con un intervento vero e proprio oltre i propri confini.

Ben diversa è invece la versione che circola sui media russi: confermano che la telefonata tra il presidente russo e quello ucraino è avvenuta, ma per parlare di rapporti bilaterali e del conflitto in modo pacifico. “Le notizie di stampa, essenzialmente di media ucraini – ha tagliato corto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov – sul contenuto della conversazione sono frutto di invenzione e non corrispondono alla realtà”. L’ufficio stampa del presidente ucraino non ha commentato le indiscrezioni, né fornito informazioni sulla conversazione con Putin. Ieri, inoltre, Poroshenko ha incontrato il comandante militare della Nato, generale, Philip Breedlove, e la questione delle aspirazioni ucraine all’adesione alla Nato è tornata ad essere un tema centrale.

Per quanto riguarda il premier Yatseniuk , una prima difficile mossa sullo scacchiere diplomatica lo porterà a Minsk, dove incontrerà con Angela Merker, il neopresidente della Commissione UE, Juncker, e Federica Mogherini, Alto Rappresentante della politica estera UE, per trovare un’intesa sui nuovi accordi di pace con Putin.

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