Tunisia, agguato nella notte. Commando islamista aggredisce un deputato anti-islamista. E non è la prima volta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:17

Un commando di uomini armati ha attaccato la casa del parlamentare a Kasserine, città vicina al monte Chaambi e alla frontiera algerina. E’ accaduto nel cuore nella notte, nek mirino il deputato tunisino Mohamed Ali Nasri, eletto all’Assemblea nazionale costituente con un partito di opposizione agli islamisti di Ennahda. Prima dell’irruzione sono stati anche sparati dei colpi in aria, circostanza che si è rivelata preziosa per Nasri , dandogli il tempo di fuggire e di evitare il sequestro.

Nella disperata corsa per la salvezza, l’uomo è rimasto ferito: si è rotto una gamba saltando da un muro di cinta. Proprio in quella zona le forze tunisine stanno fronteggiando da oltre un anno e mezzo un gruppo di fondamentalisti legato ad  Al-Qaeda e ora stanno mettendo in relazione questo episodio con altri che lo riguardano e si sono verificati in precedenza: soltanto all’inizio dell’estate, l’abitazione dell’uomo era stata presa di mira dai terroristi. In quell’occasione, l’assalto fallì e Nasri riuscì a salvarsi.

Non è il primo caso di intimidazioni nei confronti dei politici che si registra in Tunisia. Dallo scorso anno, il paese sta attraversando momenti di agitazione iniziati con gli omicidi di due deputati, anche loro rappresentanti dei partiti di opposizione agli islamisti di Ennahda e nelle città si continua a respirare un clima di tensione. A Djerba, anche la blogger di fama internazionale Lina Ben Mhenni, che ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo per le per le sue cronache sulla «Rivoluzione dei Gelsomini», ha fatto sapere di essere stata insultata e picchiata mentre era con il padre e con l’agente di polizia che le è stato assegnato come scorta dopo le ripetute minacce di morte ricevute.

L’attacco a Nasri avviene a meno di due mesi che separano la Tunisia dalle elezioni legislative previste per il 26 ottobre. Consultazioni che dovranno dotare il paese di istituzioni stabili per la prima volta dopo la rivoluzione del gennaio 2011. Intanto, nonostante le violenze sale l’interesse e la partecipazione verso l’importante appuntamento elettorale. Alla scadenza dei termini,  è di 1.500 il numero di liste presentate per un totale di 15.652 candidati.  Considerate le aspettative della vigilia, il governo sta lavorando per predisporre misure di sicurezza eccezionali in modo da poter garantire il regolare svolgimento della tornata elettorale.

 

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