TRUFFA VOLKSWAGEN, LA FRANCIA CHIEDE L’AVVIO DI UN’INCHIESTA EUROPEA

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:30

Non si placa l’eco dello scandalo legato ai dati alterati delle emissioni ambientali delle auto diesel di Volkswagen vendute negli ultimi anni negli Stati Uniti. L’inchiesta aperta dall’Epa (agenzia per la protezione ambientale statunitense) potrebbe portare a una maxi-multa da 18 miliardi di dollari con possibili implicazioni penali per la casa di Wolfsburg nonché al ritiro dal mercato statunitense dei veicoli in circolazione. Intanto, sono crollati ulteriormente i titoli in borsa del colosso automobilistico tedesco. Già scivolati di oltre il 18% lunedì, in apertura di giornata hanno perso altri 4 punti percentuali e mezzo toccando quota 126,27 euro.

Ma i problemi della casa del mitico maggiolino non si limitano ai confini statunitensi. Si moltiplicano infatti le richieste ufficiali di chiarimenti al gruppo tedesco da parte di altre Nazioni. La Francia ha già sollecitato un’inchiesta “a livello europeo” dell’utilizzo anche nella Ue del programma usato per ingannare i controlli anti-inquinamento negli Stati Uniti. È necessaria un’indagine “a livello europeo” per “tranquillizzare” i cittadini e anche controllare le altre case automobilistiche europee, ha dichiarato il ministro delle Finanze, Michel Sapin, parlando all’emittente Europe 1. I controlli, secondo Sapin, dovrebbero essere condotti sul territorio europeo, poiché sia il mercato sia le regole sono europee. Soprattutto, ha insistito, l’inquinamento atmosferico è una questione “molto importante” e bisogna evitare che la gente “sia avvelenata”.

Dall’altra parte del Globo, in Australia, il dipartimento del governo che gestisce le verifiche ambientali ha chiesto alla Volkswagen se anche i veicoli venduti nel Paese siano equipaggiati con il software “civetta” scoperto negli Stati Uniti. Simile richiesta da Seul dove il ministero dell’Ambiente sudcoreano ha convocato i responsabili del gruppo tedesco per raccogliere informazioni sul caso. Inoltre, la Corea del sud ha anche annunciato verifiche su tre dei modelli diesel della casa tedesca. L’indagine nel Paese coreano coinvolgerà tra 4mila e 5mila veicoli Jetta, Golf e Audi A3 prodotti nel 2014 e 2015. Un provvedimento che verrà probabilmente adottato da numerose altre Nazioni nelle prossime ore. L’uscita dal tunnel per la casa tedesca sembra essere ancora lontana.

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