Trenta mette a “dieta” i militari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:30

Niente più sergenti Hartman a prendersi gioco dell'ennesimo “soldato palla di lardo“. Nessuna scena alla “full metal jacket” nelle nostre caserme. Per un militare essere in sovrappeso o addirittura obeso non sarà più fonte di discriminazione. Semmai si mettera in pratica un'attività di sostegno per aiutarlo a risolvere il problema.  Lo prevede un circolare che a breve sarà pubblicata dalla Difesa, anticipata dalla minstra Elisabetta Trenta

“Grande famiglia”

“Su questo tema dell'obesità nelle Forze Armate ho letto qualche semplificazione di troppo sulla stampa – ha spiegato su Facebook -. Il punto è un altro: fino ad oggi il sovrappeso dei nostri militari era stato motivo di congedo, di abbandono. Ho ascoltato casi di chi con qualche chilo in più è stato messo alla porta, altri di chi si è trovato spinto ad intraprendere un'operazione chirurgica molto delicata per la riduzione dello stomaco. Preso atto di queste storture ora stiamo cercando di correggere la situazione, perché se è vero che l'obesità è un problema, a volte anche con una forte componente psicologica, come tale deve essere trattato“.

Percorso

Il ministro Trenta non ha dubbi: il personale militare va “seguito, va accompagnato in un percorso specifico, va affiancato quando ne ha bisogno e proprio questo aspetto sarà inserito nella circolare che dirameremo nei prossimi giorni. La forma fisica e lo stato di salute sono due aspetti importantissimi nella vita e, ovviamente, anche nelle Forze Armate. Chi riscontra problemi di questo genere deve essere seguito e aiutato, il che non significa soprassedere alle regole sia chiaro (perché il principale sforzo deve essere del soggetto stesso), bensì significa far sentire i nostri militari parte di una grande famiglia. Significa supportarli di fronte a un problema oggettivo”. E la nuova circolare, sottolinea il ministro servirà proprio a questo: a tracciare un percorso di sostegno ai militari di tutti i gradi e categorie che soffrono di obesità, per tutelarne la salute; ad eliminare disparità di trattamento tra personale appartenente a diverse Forze Armate; a considerare maggiormente parametri influenti sul peso quali l'età, l'incarico, il reparto di impiego e mansioni attribuite”. Insomma, ha concluso la Trenta, un “ulteriore passo avanti per la tutela del personale”.

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